(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2021 - COSENZA Come evidenziato dal pm nella sua richiesta, si è trattato di un “traffico illecito complesso che ha coinvolto numerosi soggetti: produttori di rifiuti, trasportatori, intermediari, deputati allo scarico e alla ricerca dei siti dove far ‘sparire’ i rifiuti”. Tutto avveniva in regime di “concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano, invece, nella legalità”. Basti pensare allo smaltimento legale di un container di circa 15 tonnellate di rifiuti pericolosi che comporta per l’impresa un costo medio di 10 mila euro. Utilizzando i canali illegali, invece, l’impresa “riuscirebbe ad abbattere i costi aziendali anche fino al 90%”. Chi indaga ha accertato l’illecito smaltimento di quasi 600 tonnellate di rifiuti speciali e 22 pericolosi e acclarato il “dislivello concorrenziale tra le aziende produttrici del medesimo rifiuto”. (News&Com)
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