
(AGENPARL) – ven 23 settembre 2022 Elezioni, quel pasticciaccio del voto all’estero
Quasi nessuno ne parla, ma gli italiani all’estero hanno già votato: è davvero regolare il voto per posta e con la penna biro o con la penna stilografica, anziché con la matita copiativa?
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23 Settembre 2022
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Mentre in Italia è iniziato il rush finale dei leader politici in vista del voto di domenica 25 settembre ai seggi elettorali, la campagna elettorale nel resto del mondo è ormai terminata.
Gli italiani all’estero hanno già votato per corrispondenza con il proporzionale e le preferenze utilizzando la penna biro o la penna stilografica. Le buste contenenti le schede votate dovranno arrivare per posta improrogabilmente, pena l’annullamento del voto, entro le ore 16 locali del 22 settembre nei Consolati italiani presenti in Europa (compresi i territori asiatici della federazione russa e della Turchia), America settentrionale, centrale e meridionale, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Poi partiranno con decine e decine di voli aerei diretti nel nostro Paese.
Gli italiani all’estero aventi diritto al voto, come risultano alla data del 31 dicembre 2021, sono 5 milioni 806 mila 68 ed eleggeranno complessivamente 8 deputati e 4 senatori. E’ questa una prima novità conseguente alla riforma costituzionale del 2020, che ha ridotto il numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Invece, nelle ultime elezioni della Circoscrizione Estero del 2018, costate circa 28 milioni di euro, i seggi riservati per Montecitorio erano dodici, mentre sei per palazzo Madama. Per la Camera votarono 1 milione 265 mila 845 elettori italiani all’estero, pari al 37,87% degli aventi diritto al voto, ma ci furono ben 124 mila 553 schede nulle (9,84%) e 17 mila 265 schede bianche (1,36%).
Gli italiani all’estero continuano ad aumentare perché ogni anno più di centomila espatriano per andare a vivere in altri Paesi non solo per studio e lavoro, ma anche da pensionati, beneficiando di notevoli vantaggi fiscali previsti da Convenzioni bilaterali internazionali (come, ad esempio, Albania, Bulgaria, Croazia, Grecia, Portogallo, San Marino, Spagna – isole Canarie comprese). Dal 2003 al 2022 gli aventi diritto sono così raddoppiati. In Italia per la cittadinanza vige il diritto dello ius sanguinis, senza alcun limite di generazioni. “Quindi – è la battuta che gira nei Consolati – chi dimostrasse di essere discendente di Giulio Cesare potrebbe votare”.
L’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero è regolamentato dalla legge 27 dicembre 2001 n. 459 in parte modificata dal Parlamento pochi mesi fa. Il voto per corrispondenza degli italiani all’estero iniziò con i referendum del 2003. Per le elezioni politiche la prima volta fu nel 2006. Il senatore Luigi Pallaro(Associazioni Italiane in Sudamerica) fu decisivo a palazzo Madama per la maggioranza che sostenne il Governo Prodi dal 2006 al 2008. Ricardo Merlo del Maie, parlamentare sudamericano dal 2006, è stato anche sottosegretario agli Esteri nei Governi Conte I e II. Quest’anno il Maie è stato il secondo partito a presentare il proprio simbolo al Viminale, ma Ricardo Merlo ha deciso di non ricandidarsi.
Molti dubbi e interrogativi sul voto all’estero e su come è organizzato. Rischio brogli
Restano, però, molti dubbi sulla legittimità del voto per corrispondenza che non assicura alcuna segretezza e, anzi, può favorire brogli elettorali. Sul punto l’art. 48, secondo comma, della Costituzione è tassativo: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Il voto per posta consentito agli italiani residenti all’estero nelle elezioni politiche presenta altre due gravi anomalie.
Innanzitutto, non vi è alcuna certezza che la busta contenente il voto anche se spedita con largo anticipo dall’elettore italiano residente all’estero venga recapitata per posta al Consolato territorialmente competente entro e non oltre le ore 16 locali del 22 settembre. Ma giungendo fuori tempo massimo verrebbe automaticamente cestinata senza essere spedita in Italia.
In secondo luogo, limitatamente ai cittadini italiani residenti nel resto d’Europa, sarebbe consentito loro di votare solo per posta, mentre nelle elezioni Europee essi possono, invece, votare all’interno del proprio Consolato italiano dove è assicurata la segretezza.