(AGENPARL) - Roma, 8 Novembre 2026 - La Costa d’Avorio punta ad accelerare la trasformazione industriale della propria agricoltura attraverso nuovi investimenti, tecnologie digitali e un maggiore coinvolgimento delle istituzioni finanziarie. L’obiettivo del governo è aumentare il valore aggiunto dei prodotti agricoli lavorati sul territorio nazionale, rafforzare la sicurezza alimentare e creare nuove opportunità economiche per imprese, giovani e donne.
La strategia è stata illustrata venerdì 6 novembre da Kamathé Amara, rappresentante del ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e delle Produzioni Alimentari, Bruno Nabagné Koné, durante la seconda edizione del Salone Internazionale degli Investimenti (SII 2026), organizzato ad Abidjan.
L’evento, svoltosi il 5 e 6 novembre presso lo spazio JECKAD di Cocody Angré, ha riunito rappresentanti istituzionali, investitori, banche, industriali, imprenditori e organizzazioni professionali attorno al tema «Costruire la sovranità alimentare, industriale ed energetica nell’era digitale».
Il messaggio del governo è chiaro: la Costa d’Avorio vuole passare progressivamente da un’economia prevalentemente esportatrice di materie prime a un sistema produttivo capace di trasformare, commercializzare e valorizzare localmente una quota crescente delle proprie risorse agricole.
Il governo chiede maggiori capitali per l’agroindustria
Nel suo intervento, Kamathé Amara ha sottolineato la necessità di mobilitare nuove risorse finanziarie per sostenere la trasformazione strutturale del settore agricolo ivoriano.
Secondo il rappresentante del ministero, l’agricoltura continua a costituire uno dei principali pilastri dell’economia nazionale, contribuendo per circa il 20% al prodotto interno lordo.
La trasformazione locale dei prodotti agricoli viene considerata fondamentale per aumentare la competitività, incrementare il reddito dei produttori e creare occupazione nelle aree rurali.
La sfida non consiste soltanto nell’aumentare i raccolti, ma anche nello sviluppare stabilimenti industriali, centri di stoccaggio, infrastrutture logistiche e reti di distribuzione.
Per raggiungere questi obiettivi, il governo intende rafforzare la collaborazione con investitori privati, istituzioni bancarie e organizzazioni internazionali.
L’accesso ai finanziamenti rappresenta infatti uno degli ostacoli principali per molte piccole e medie imprese agroalimentari, spesso prive delle garanzie necessarie per ottenere prestiti destinati all’ampliamento delle attività.
Cacao, la trasformazione locale sale dal 26% al 42%
Il settore del cacao rappresenta uno degli esempi più significativi della strategia industriale ivoriana.
La Costa d’Avorio è il principale produttore mondiale di cacao, ma una parte importante della materia prima viene ancora esportata senza essere trasformata integralmente sul territorio nazionale.
Secondo i dati illustrati durante il Salone, il tasso di macinazione del cacao è aumentato dal 26% nella campagna 2020-2021 al 42% nel periodo 2023-2024.
Il risultato evidenzia l’espansione della capacità industriale e l’aumento degli investimenti negli impianti di lavorazione.
La macinazione rappresenta tuttavia soltanto una delle fasi della trasformazione del cacao.
L’obiettivo di lungo periodo è sviluppare ulteriormente la produzione di burro di cacao, polvere, pasta di cacao, cioccolato e altri prodotti finiti destinati al mercato nazionale e internazionale.
Una maggiore lavorazione locale potrebbe consentire alle imprese ivoriane di trattenere una quota superiore del valore generato lungo la filiera.
Il rafforzamento dell’industria del cacao potrebbe inoltre favorire la creazione di posti di lavoro specializzati, la crescita delle competenze tecnologiche e la diversificazione delle esportazioni.
Anacardi, forte crescita della lavorazione industriale
Progressi significativi sono stati registrati anche nella filiera degli anacardi, settore nel quale la Costa d’Avorio occupa una posizione importante sui mercati mondiali.
Secondo Kamathé Amara, la quota di trasformazione locale è passata dal 12% nel 2020 a oltre il 36% nel 2024.
L’espansione dell’industria degli anacardi ha favorito la nascita di nuovi stabilimenti e l’ampliamento della capacità produttiva delle imprese già operative.
La lavorazione sul territorio nazionale consente di valorizzare maggiormente il prodotto rispetto alla semplice esportazione delle noci grezze.
Il governo intende proseguire su questa strada, incoraggiando investimenti in impianti moderni e tecnologie capaci di aumentare l’efficienza delle operazioni.
Particolare attenzione viene riservata anche allo sviluppo delle competenze professionali e al miglioramento della qualità dei prodotti trasformati.
L’obiettivo è consentire alle imprese ivoriane di accedere a mercati internazionali più remunerativi e di consolidare la propria competitività.
Sovranità alimentare: produrre più riso, manioca, igname e platani
Una delle priorità del governo riguarda il rafforzamento della produzione alimentare destinata al consumo interno.
Kamathé Amara ha ribadito la necessità di aumentare la disponibilità nazionale di riso, manioca, igname e platani, prodotti fondamentali nell’alimentazione delle famiglie ivoriane.
La strategia punta a ridurre la dipendenza dalle importazioni, migliorare la sicurezza alimentare e sostenere i produttori locali.
Il rappresentante del ministero ha richiamato il principio promosso dal ministro Bruno Nabagné Koné: «Produrre ciò che consumiamo e consumare ciò che produciamo».
L’approccio prevede una maggiore integrazione tra produzione agricola, trasformazione industriale e distribuzione commerciale.
Il governo punta inoltre a migliorare la produttività delle aziende agricole, favorendo l’accesso a sementi di qualità, tecnologie moderne e sistemi di irrigazione.
Il rafforzamento delle filiere alimentari potrebbe contribuire a limitare gli effetti delle oscillazioni dei prezzi internazionali e delle interruzioni delle forniture.
Agropoli e imprese locali al centro della trasformazione
Tra gli strumenti individuati dal governo figurano lo sviluppo delle agropoli e il rafforzamento delle piccole e medie imprese agroalimentari.
Le agropoli sono aree organizzate per concentrare attività produttive, impianti di trasformazione, servizi logistici e infrastrutture condivise.
Questi poli possono consentire alle imprese di ridurre alcuni costi operativi e migliorare l’accesso ai mercati.
Il progetto punta anche a favorire l’insediamento di nuove attività industriali nelle regioni agricole, evitando che la trasformazione delle materie prime rimanga concentrata esclusivamente nei principali centri urbani.
Particolare importanza viene attribuita all’imprenditoria femminile e giovanile.
Secondo il governo, la creazione di nuove aziende agroalimentari può contribuire a migliorare l’occupazione e a offrire maggiori opportunità alle comunità rurali.
Agricoltura e banche: soltanto il 4% dei prestiti al settore
Il finanziamento rimane uno dei nodi più complessi della modernizzazione agricola.
Secondo i dati richiamati da Kamathé Amara, il settore agricolo riceve soltanto circa il 4% dei prestiti bancari, nonostante la sua rilevanza per l’economia nazionale.
La limitata disponibilità di credito rappresenta un ostacolo per gli agricoltori e per le imprese che intendono investire in macchinari, impianti industriali e sistemi di trasformazione.
Le attività agricole sono spesso considerate particolarmente esposte ai rischi climatici, alle oscillazioni dei prezzi e alle difficoltà commerciali.
Questi fattori possono rendere più difficile l’accesso ai finanziamenti tradizionali.
Il governo ha quindi invitato banche, compagnie assicurative, istituti di microfinanza e investitori a sviluppare strumenti finanziari più adeguati alle esigenze del settore.
Tra le soluzioni indicate figurano meccanismi di garanzia, partenariati pubblico-privati e strumenti di finanza verde.
L’obiettivo è favorire investimenti sostenibili, migliorando contemporaneamente l’accesso al capitale per le imprese di dimensioni più ridotte.
Biomassa agricola, nuove opportunità per l’energia industriale
La trasformazione locale dei prodotti agricoli potrebbe offrire nuove opportunità anche nel settore energetico.
Il rappresentante del Ministero dell’Agricoltura ha sottolineato l’importanza della valorizzazione della biomassa, in particolare dei residui derivanti dalla lavorazione del cacao, degli anacardi e della canna da zucchero.
I gusci degli anacardi, i residui del cacao e la bagassa possono essere utilizzati come materie prime per produrre energia, attraverso tecnologie appropriate.
Questa strategia potrebbe consentire alle industrie agroalimentari di ridurre una parte dei costi energetici, migliorare la gestione dei sottoprodotti e limitare gli sprechi.
La valorizzazione dei residui agricoli rappresenta inoltre un’opportunità per sviluppare nuovi comparti dell’economia circolare.
Il governo considera la disponibilità di energia affidabile un fattore essenziale per rendere competitiva la trasformazione industriale delle produzioni agricole.
Tecnologie digitali e tracciabilità per rafforzare le esportazioni
La digitalizzazione rappresenta un altro elemento centrale della strategia ivoriana.
Il governo intende promuovere strumenti tecnologici capaci di migliorare la gestione delle filiere, monitorare le produzioni e rafforzare la trasparenza degli scambi commerciali.
Un’attenzione particolare viene dedicata alla tracciabilità del cacao e degli altri prodotti agricoli destinati all’esportazione.
Le nuove esigenze normative dei mercati internazionali richiedono infatti informazioni sempre più dettagliate sull’origine delle materie prime.
Tra le applicazioni digitali considerate prioritarie figurano la geolocalizzazione dei terreni agricoli, l’identificazione delle cooperative e il monitoraggio dei prodotti lungo la catena di approvvigionamento.
Questi strumenti possono contribuire a migliorare la competitività delle esportazioni e a facilitare il rispetto dei requisiti commerciali internazionali.
Normativa europea sulla deforestazione, una sfida per il cacao ivoriano
La tutela delle foreste e la sostenibilità delle produzioni rappresentano aspetti fondamentali per il futuro del settore agricolo.
Durante il Salone, Kamathé Amara ha richiamato l’attenzione sulla normativa europea relativa ai prodotti associati alla deforestazione.
Il regolamento europeo sulla deforestazione, conosciuto come EUDR, introduce obblighi di tracciabilità e verifica per diversi prodotti, tra cui cacao, caffè, gomma naturale e altri beni agricoli.
Per le imprese esportatrici, la conformità alle disposizioni richiede sistemi affidabili di raccolta e gestione delle informazioni.
La geolocalizzazione dei terreni e la documentazione sull’origine dei prodotti sono quindi strumenti essenziali per dimostrare il rispetto dei requisiti previsti.
Il governo ivoriano intende rafforzare questi sistemi attraverso la digitalizzazione delle filiere agricole e il sostegno alle organizzazioni dei produttori.
L’obiettivo è proteggere l’accesso ai mercati internazionali, migliorando contemporaneamente la sostenibilità ambientale delle attività agricole.
Cinque priorità per modernizzare l’agricoltura ivoriana
Il Ministero dell’Agricoltura ha individuato cinque grandi aree di intervento per accompagnare la trasformazione del settore: il rafforzamento della sovranità alimentare, la competitività delle filiere produttive, l’accesso ai finanziamenti, la tutela dei terreni rurali e la sostenibilità dei sistemi agricoli.
Queste priorità si inseriscono nel più ampio percorso di sviluppo economico del Paese.
La protezione dei terreni rurali assume particolare importanza per garantire stabilità agli investimenti e ridurre le controversie sull’accesso alla terra.
La sostenibilità ambientale è invece considerata indispensabile per mantenere la produttività agricola nel lungo periodo.
Il miglioramento della competitività richiede anche interventi nelle infrastrutture stradali, nella logistica e nella disponibilità di energia.
Il governo punta quindi a una trasformazione coordinata dell’agricoltura, capace di coinvolgere produttori, imprese e istituzioni finanziarie.
SII 2026, Abidjan diventa un punto di incontro tra imprese e investitori
La seconda edizione del Salone Internazionale degli Investimenti è stata organizzata da Génération Régie sotto l’alto patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e delle Produzioni Alimentari.
L’iniziativa ha riunito operatori economici e rappresentanti istituzionali interessati a sviluppare nuove collaborazioni.
Il programma ha previsto incontri tra imprese e investitori, panel tematici, attività formative e occasioni di confronto sulle opportunità offerte dall’economia ivoriana.
Secondo gli organizzatori, la prima edizione aveva registrato circa 3.000 partecipanti e una ventina di espositori.
Per il 2026, il Salone ha ampliato gli obiettivi, concentrandosi sulla produzione locale, sulla digitalizzazione e sull’accesso ai finanziamenti.
La manifestazione intende favorire la nascita di partenariati capaci di trasformarsi in progetti industriali concreti.
La trasformazione agricola come motore della crescita economica
La Costa d’Avorio dispone di importanti risorse agricole e di una posizione consolidata nei mercati internazionali del cacao e degli anacardi.
La sfida principale consiste ora nell’aumentare la quota di valore aggiunto generata direttamente sul territorio nazionale.
La crescita della trasformazione locale può contribuire a rafforzare l’industria, diversificare le esportazioni e creare occupazione qualificata.
Tuttavia, il raggiungimento di questi obiettivi richiede investimenti continuativi nelle infrastrutture, nell’energia, nella formazione professionale e nell’innovazione tecnologica.
La disponibilità di finanziamenti adeguati rimane uno dei fattori decisivi per consentire alle imprese agricole e agroindustriali di svilupparsi.
Con la trasformazione del cacao salita al 42% nel 2023-2024 e quella degli anacardi oltre il 36% nel 2024, il governo ivoriano punta ad accelerare il passaggio dalla produzione agricola alla creazione di valore industriale.
Il Salone Internazionale degli Investimenti 2026 ha rappresentato un’occasione per ribadire la necessità di mobilitare nuovi capitali e rafforzare la collaborazione tra settore pubblico e privato.
La prospettiva indicata dal governo è quella di un’agricoltura più produttiva, tecnologica e sostenibile, capace di sostenere la sovranità alimentare, industriale ed energetica della Costa d’Avorio.
