(AGENPARL) - Roma, 6 Novembre 2026 - Gli interventi assistiti con gli animali sono importanti opportunità di cura, riabilitazione e inclusione: «La Sicilia è la seconda regione per numero di centri specializzati (11 nel territorio regionale) ed ha il 6,1% degli operatori a livello nazionale (893)». Sono questi i dati di Digital Pet, la piattaforma nazionale che raccoglie i registri degli operatori degli interventi assistiti con gli animali e delle strutture in possesso di nullaosta. Il protocollo d’intesa – siglato oggi a Fieracavalli durante il convegno “La Tenuta Ambelia tra storia e cultura e l’evoluzione degli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA)” – tra Regione Siciliana, Veronafiere e Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, punta a rafforzare questa funzione attraverso la collaborazione strutturata tra istituzioni, formazione e ricerca scientifica.
«La Sicilia è una delle regioni italiane che ha maggiormente investito sugli interventi assistiti con gli animali. C’è una sottostima di quanto l’Isola sia importante per questo settore – ha sottolineato Laura Contalbrigo, dirigente veterinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Legnaro – perchè non abbiamo ancora un quadro completo del numero di progettualità in termini di terapia assistita ed educazione assistita con gli animali registrati. Questo protocollo ha una estrema valenza per favorire la crescita del comparto. Sarà possibile unire il settore degli interventi assistiti alla conservazione della biodiversità per la valorizzazione della ricchezza che la Regione Siciliana ha in termini di razze equine autoctone». L’accordo, che valorizza lo sviluppo dei luoghi d’incontro tra mondo equestre e persone con disabilità, vede in prima linea l’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia: «È il rilancio di un percorso già iniziato nella tenuta di Ambelia – ha spiegato il commissario straordinario Ignazio Mannino – Il protocollo rafforza le azioni future, perché potremo avvalerci della collaborazione professionale e formativa di Fiera Verona e Fieracavalli per migliorare i processi in corso e potenziare il know how degli addetti agli interventi assistiti con i cavalli, con l’obiettivo di migliorare e ampliare il servizio offerto alle fasce pediatriche, agli adolescenti, ma anche agli adulti». L’obiettivo è valorizzare lo sviluppo strategico di nuovi percorsi terapeutici, valorizzando gli esemplari siciliani. «Nelle nostre riserve in Sicilia custodiamo le razze autoctone e contemporaneamente le rendiamo protagoniste del futuro terapeutico – ha aggiunto Alberto Pulizzi, dirigente del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale – valorizzeremo i pregi dei nostri cavalli che già danno ottimi risultati, ne svilupperemo il talento con nuove competenze».
Oggi si è aperto il dibattito anche su “Pantelleria Asinabile. Coprogettazione per la valorizzazione del patrimonio agricolo, zootecnico e naturale”, l’attenzione si è concentrata sull’Asino Pantesco che è stato recuperato e custodito dal Dipartimento dello sviluppo rurale della Regione Siciliana a Erice presso il demanio di San Matteo in provincia di Trapani e che grazie a nuovi sviluppi tornerà a diffondersi anche nell’isola di Pantelleria. L’Asino Pantesco è una delle razze emblematiche della biodiversità siciliana. Si era estinto, ma nel 1989 grazie a un progetto della Regione Siciliana è stato recuperato e poi custodito nel demanio di San Matteo. Nel 2006 c’è stata l’apertura del registro anagrafico ed oggi abbiamo 76 esemplari certificata dall’ANAREAI (Associazione Nazionale Razze Equine e Asinine Italiane), sono unici al mondo. Il loro futuro è ritornare a diffondersi a Pantelleria: gli Asini Panteschi diventeranno un tassello identitario nella loro isola d’origine, perché non basta parlare di sola conservazione, occorre valorizzare le razze rendendole protagoniste di attività contemporanee, dal turismo lento all’onoterapia.
Inoltre durante la giornata si sono accesi i riflettori sul comitato promotore per il riconoscimento Unesco delle arti, tradizioni e culture equestri italiane. Un grande obiettivo che potrebbe mettere in luce a livello globale l’importanza della Sicilia nel percorso evolutivo del cavallo. Durante il convegno dedicato al tema, Rodolfo Lorenzini, presidente del Forum ICASTE e del comitato promotore, ha spiegato: «Il cavallo è cultura, la società europea e italiana mondiale non possono farne a meno. La Regione Siciliana ha un patrimonio equino e asinino importantissimo, nel percorso avviato per il riconoscimento UNESCO è coinvolta perché l’Isola ha rappresentato geo-politicamente un fulcro fondamentale per lo sviluppo del cavallo. Le grotte di Levanzo e dell’Addaura testimoniano già la presenza del cavallo. Abbiamo evidenze importanti, l’inizio della storia del cavallo potrebbe ricominciare dalla Sicilia».



