(AGENPARL) - Roma, 6 Novembre 2026 - «Ringrazio la consigliera Di Gangi per l'attenzione posta su un tema che
sta a cuore a tutta l'Amministrazione. Sulle osservazioni riteniamo
opportuno fornire qualche precisazione.
Non è un click day. La procedura valutativa a sportello, prevista da
diversi anni dall'ordinamento vigente e nel panorama fenomenologico europeo
delle procedure amministrative legate alla pubblicazione di avvisi (art. 5,
l'assegnazione di contributi pubblici. Non basta arrivare primi: ogni
proposta deve superare l'istruttoria di ammissibilità e ottenere almeno 60
punti su 100, attribuiti da una Commissione appositamente individuata. I
criteri sono predeterminati e pubblici, come richiede l'art. 12 della Legge
dell'Avviso e l'apertura dello sportello è previsto un lasso di tempo di
oltre due settimane, durante le quali gli enti possono chiedere chiarimenti
agli uffici. Lo sportello resta aperto tre giorni. Gli Enti del Terzo
Settore non sono soggetti sprovveduti: sono organizzazioni iscritte al
RUNTS, con esperienza ampia e documentata, che conoscono i quartieri meglio
di chiunque e hanno tutto il tempo per costruire opportune reti tra
soggetti in grado di rispondere al meglio alle procedure previste.
Nel merito, non va sottovalutata la circostanza che la procedura garantisce
massima trasparenza e che il ricorso alla stessa, in rari casi, espone
l'Amministrazione a ricorsi.
Sulla qualità dei progetti. Proprio perché la qualità della proposta
educativa è centrale, ho chiesto agli uffici di valutare l'introduzione di
un punteggio minimo specifico sulla coerenza progettuale. In questo modo
nessun progetto potrà essere finanziato senza un giudizio almeno
sufficiente sulle attività proposte, a prescindere dal punteggio ottenuto
sugli altri criteri. La normativa sulle procedure a sportello consente
espressamente di fissare soglie minime di questo tipo, garantendo
condizioni di parità per tutti i potenziali partecipanti.
Sui volontari. L'Avviso non affida il servizio al lavoro gratuito. Ogni hub
deve impiegare obbligatoriamente nove professionisti retribuiti: uno
psicologo coordinatore, due educatori, due animatori socio-educativi, due
esperti di comunicazione digitale e due altre figure professionali. Per il
solo personale ciascun hub dispone di oltre 68 mila euro. I volontari sono
una risorsa aggiuntiva, mai sostitutiva. Valorizzarli significa rispettare
la natura giuridica di tanti enti del Terzo Settore. Per legge, le
organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale
operano in modo prevalente attraverso i volontari, e il personale
retribuito non può superare la metà dei volontari (artt. 32, 33, 35 e 36
del Codice del Terzo Settore). Un Avviso che ignorasse il volontariato
avrebbe penalizzato proprio queste realtà. Lo stesso Codice chiede alle
pubbliche amministrazioni di promuovere la cultura del volontariato (art.
19). Le riduzioni previste non colpiscono chi non ha volontari: riguardano
solo chi li ha dichiarati per ottenere punteggio e poi non li impiega. È
una garanzia di correttezza verso gli altri partecipanti.
Sulla flessibilità. Ogni hub accoglie da 20 a 30 ragazzi in modo
continuativo. In caso di rinunce si inseriscono nuovi ragazzi e metà dei
posti è riservata ai minori segnalati dal Servizio Sociale. Ogni progetto
deve iniziare con due settimane obbligatorie di educativa di strada,
proprio per agganciare chi fatica ad avvicinarsi ai servizi. La fascia
oraria è indicata come preferibile, non vincolante. Legare il rimborso alla
partecipazione effettiva non significa trattare i ragazzi come numeri:
significa garantire che le risorse pubbliche raggiungano davvero i
destinatari.
Sui dati e sul percorso condiviso. Le scelte nascono da un percorso di
co-programmazione avviato ai sensi dell'art. 55 del Codice del Terzo
Settore e del D.M. 72/2021. Il percorso si è svolto nella formale e
naturale sede prevista dalla legge: la Rete territoriale per la protezione
e l'inclusione sociale del Distretto socio-sanitario 42, istituita ai sensi
(ASP, CGM – Centro di Giustizia Minorile, USR – Ufficio Scolastico
Regionale, Azienda Ospedaliera Cervello – Villa Sofia), diverse sigle
sindacali, Centro per l'Impiego di Palermo e organizzazioni del Terzo
Settore di secondo livello.
L'analisi dei bisogni è stata presentata nella seduta del 27 marzo 2026. I
dati utilizzati sono quelli ISTAT, che fanno riferimento all'Indice di
Disagio Socio-Economico, quelli dell'Ufficio Statistico del Comune di
Palermo, che con l'ISTAT ha elaborato la "Misura del disagio nel Comune di
Palermo. Analisi dei risultati sub-comunali a supporto delle policy"
(luglio 2026), il Report ISTAT sul Comune di Palermo per la Commissione
parlamentare di inchiesta sulle periferie del 2024 e i relativi
cartogrammi, nonché il report di Save the Children "I luoghi che contano.
Infanzia e adolescenza nelle periferie urbane" (maggio 2026).
I suddetti dati, che ovviamente sono pubblici, sono al contempo
puntualmente richiamati negli atti. Abbiamo inoltre ascoltato, in diversi e
successivi incontri, l'ultimo dei quali risale a circa un mese fa, le
realtà associative al di fuori della Rete istituzionale, in rappresentanza
dei cosiddetti Stati Generali, che, pur non essendo un soggetto giuridico,
sono sempre consultati e, su loro richiesta, convocati per utili confronti.
Gli hub sono un intervento sperimentale e aggiuntivo, non sostituiscono
l'educativa di strada, peraltro prevista come attività propedeutica in seno
all'Avviso in argomento, i centri educativi e il sostegno alle famiglie,
ambiti nei quali l'Amministrazione continua a investire costantemente. Sono
pronta a illustrare l'intervento e i suoi obiettivi alla competente
Commissione consiliare ratione materiae, qualora la stessa lo richiedesse o
lo ritenesse opportuno: il confronto con il Consiglio comunale e con le
organizzazioni del territorio è per noi un metodo, non una concessione.
Chiedo però a tutti uno sforzo di responsabilità. Le osservazioni
costruttive sono sempre benvenute e le prendiamo sempre sul serio. Il
prolungarsi delle polemiche rischia, invece, di rallentare i servizi che le
ragazze, i ragazzi e le famiglie dei nostri quartieri attendono da tempo.
L'interesse generale è far partire gli hub e farli funzionare bene».
Lo dichiara l'assessora alle Attività Sociali, Mimma Calabrò.
![[Comune Palermo] Hub educativi, dichiarazione assessora Calabrò](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)