(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2026 - Nella seduta del 5 novembre 2026, dopo l’illustrazione del programma di governo da parte del Consigliere Aurelio Marguerettaz, candidato alla Presidenza della Regione, si è aperto il dibattito in Aula, durante il quale sono intervenuti tutti i gruppi politici.
«Oggi si elegge il decimo Presidente della Regione in dieci anni, come se nulla fosse. Ma quanto accaduto non è un semplice incidente di percorso: è il frutto del mancato rispetto di una legge regionale, dell’arroganza e della convinzione di poter essere al di sopra delle regole – ha esordito la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli –. In questi giorni non abbiamo sentito alcuna necessaria valutazione critica: prevale la fretta di voltare pagina e rimuovere una vicenda poco edificante. Confermando l’alleanza con Forza Italia, l’UV prosegue la scelta di un anno fa di spostare a destra l’asse della maggioranza, senza valutarne i risultati, mentre sul programma regna la confusione: quello depositato è una fotocopia di quello del Governo Testolin, senza aggiornamenti, mentre nell’illustrazione del Presidente in pectore emergono elementi di discontinuità. Qual è, dunque, il vero programma della nuova Giunta? Non si affrontano questioni emerse nel 2026, come l’amministrazione giudiziaria del Casinò, la vicenda Cva, la crisi energetica e le difficoltà della Cogne Acciai Speciali. Mancano obiettivi chiari sulla transizione energetica, una linea definita sulle concessioni idroelettriche e sui rapporti con Cva, una strategia complessiva contro la povertà. Ci auguriamo che questa nuova fase riporti al centro il rispetto delle regole, delle istituzioni e del ruolo della minoranza. Ma un aspetto deve essere chiaro: il rispetto della legge non è una questione di convenienza politica o di equilibri di maggioranza ma un principio democratico su cui non sono ammesse scorciatoie e eccezioni.»
Per il Capogruppo del PD-Federalisti Progressisti VdA, Jean-Pierre Guichardaz, «la relazione del Consigliere Marguerettaz contiene molti elementi condivisibili e conferma indirizzi che avevamo contribuito a costruire nella precedente legislatura, dalla scuola alle politiche sociali, dal lavoro alla cultura e all’attenzione alle comunità di montagna. Una continuità che ci conforta, ma pone una domanda politica: quale beneficio ha giustificato la rottura di un anno fa? Questa crisi poteva essere l’occasione per una valutazione politica; si è invece confermata l’alleanza con Forza Italia, che finora ha prodotto risultati modesti rispetto alle aspettative. Molti dei provvedimenti rivendicati derivano da percorsi già avviati nella precedente legislatura. Non faremo opposizione pregiudiziale: riconosceremo ciò che è utile alla Valle d’Aosta e proporremo soluzioni, chiedendo che le nostre iniziative siano valutate per i contenuti e non per la provenienza. La nostra specialità affonda le radici nella Resistenza e nell’antifascismo, nella solidarietà e nella libertà: valori sui quali autonomisti e progressisti hanno costruito un terreno comune. Per questo riteniamo contraddittorio allearsi con una forza che governa a livello nazionale insieme a una destra nazionalista, centralizzatrice e intollerante.»
«Il nostro confronto partirà dagli impegni presentati oggi e dalle prime decisioni con cui il governo intenderà darvi seguito. Rimaniamo una forza di opposizione responsabile e costruttiva – ha affermato il Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, Massimiliano Tuccari –. In questa fase abbiamo avvertito un clima più aperto al confronto, che ci auguriamo trovi conferma nel lavoro quotidiano in Aula e nelle Commissioni. Ci aspettiamo anche maggiore chiarezza nella comunicazione: spetta a chi governa spiegare le scelte, gli impegni e i tempi, anche quando le decisioni sono difficili o scomode. La Valle d’Aosta è in ritardo su molte questioni e a farne le spese ogni giorno sono le famiglie, le imprese e i Comuni che aspettano delle risposte dalla politica. Per questo chiediamo concretezza. Serve un cronoprogramma chiaro sui grandi dossier regionali. Da parte nostra troverete proposte, disponibilità al confronto e fermezza nel chiedere conto degli impegni. Sosterremo le scelte che riterremo utili alla Valle d’Aosta e porteremo in quest’Aula le esigenze delle comunità che rappresentiamo.»
«Il programma conferma sostanzialmente gli indirizzi già esistenti, senza indicare una nuova visione – ha sottolineato la Vicecapogruppo di PD-FP, Clotilde Forcellati –. Ci aspettiamo invece un cambio di passo concreto, soprattutto nella gestione delle società partecipate: le vicende del Casinò e di Cva impongono una riflessione seria sugli strumenti di controllo e sulle responsabilità del socio pubblico. Ma servono risposte anche alle grandi sfide della Valle d’Aosta, dallo spopolamento alla sanità, dalla transizione energetica al futuro delle nostre comunità montane. Collaborare con le minoranze significa lavorare insieme, non chiedere un sostegno a decisioni già prese. La nostra disponibilità al confronto c’è, ma non è una cambiale in bianco. Se arriveranno segnali concreti di discontinuità, trasparenza e rispetto istituzionale, ci troverete pronti a collaborare; diversamente, faremo un’opposizione ferma e rigorosa. La Valle d’Aosta merita chiarezza, una guida solida e dignità.»
«Non chiediamo al nuovo Presidente di condividere le nostre idee, ma una cosa più modesta e utile: che il Consiglio possa conoscere le carte in tempo per discuterle – ha aggiunto il Consigliere di FdI Aldo Domanico -. Le Commissioni devono ricevere i dossier prima, non dopo. Una richiesta che non costa nulla e che una maggioranza sicura dei propri numeri dovrebbe accogliere senza fatica. Sulle società partecipate, serve un’informativa in Aula prima di ogni decisione rilevante, mentre sul Casinò vogliamo tempi e indicatori chiari per verificare i risultati del piano di rilancio. Anche le scelte su Cva e sulle concessioni idroelettriche devono essere oggetto di un vero dibattito consiliare. Servono risposte sul futuro produttivo e occupazionale di Heineken e Cogne Acciai Speciali e una data realistica per il completamento dell’ospedale, con aggiornamenti mensili sui lavori. C’è poi un’urgenza immediata: approvare il bilancio entro il 31 dicembre. L’esercizio provvisorio significherebbe rinviare bandi e investimenti, creando incertezze per Comuni e imprese. Siamo disponibili a lavorare rapidamente, purché il testo arrivi in Commissione con il tempo per leggerlo ed emendarlo.»
Per il Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, «il cambiamento di metodo annunciato dal Consigliere Marguerettaz ci sembra quello corretto ma per ora rimane solo sulla carta. Le cinque priorità presentate dalla Lega, durante il confronto con il Presidente incaricato, hanno trovato riscontro nel suo intervento e di questo gli diamo atto. Tra i temi condivisi figurano il caro energia e la riduzione dei costi dei carburanti, una delle vere priorità, il contrasto allo spopolamento delle terre alte, il sostegno al commercio di prossimità, la sicurezza e la gestione dei flussi migratori. Riteniamo però che vada dato peso alle criticità legate alla sanità, alla valorizzazione del personale e al sostegno alle famiglie che assistono persone fragili, così come la volontà di tutelare il ruolo dei territori nella programmazione europea. La Lega non ha mai fatto un’opposizione pregiudiziale e in questi anni ha avanzato numerose proposte, siamo quindi disponibili al confronto ma non intendiamo firmare cambiali in bianco: alle aperture annunciate dovranno seguire fatti concreti. Sarà l’evoluzione delle prossime settimane a dimostrare se questo cambio di metodo troverà effettiva attuazione.»
«Scopriremo presto se alle dichiarazioni di intenti del nuovo Presidente seguiranno i fatti – ha dichiarato il Capogruppo di FdI, Alberto Zucchi –. Ci auguriamo che finisca il muro contro muro che ha caratterizzato il precedente Governo, che ha sempre bocciato, con il giochino dell’astensione, le proposte della minoranza, senza poi affrontare i dossier più importanti. Noi non abbiamo mai fatto mancare il nostro convinto sostegno ai provvedimenti nell’interesse dei valdostani e continueremo a farlo. Ma, parlando di leale collaborazione, dalle parole del nuovo Presidente, non è chiara la posizione dell’UV sulla nuova legge elettorale nazionale. Comprendiamo eventuali dissensi, ma sarebbe difficile capire iniziative e ricorsi promossi sottotraccia per contestare una legge approvata dal Parlamento. Avviare un terzo ricorso alla Corte Costituzionale in questo momento, proprio mentre si dichiara di voler ricercare la collaborazione, ci sembra intempestivo, così come sarebbe difficile comprendere che Forza Italia, dopo aver sostenuto convintamente questa legge a Roma, si trovi a contrastarla in Valle d’Aosta attraverso iniziative delle stesse forze politiche con cui governa.»
Le Conseiller de l’Union Valdôtaine Michel Martinet a souligné l’importance de «résoudre rapidement la crise, non pas pour convenance politique, mais parce que la Vallée d’Aoste a besoin d’un gouvernement régional pleinement opérationnel, capable de prendre des décisions et d’apporter des réponses concrètes aux besoins de la population. Il tempo non può essere sprecato: l’approvazione del bilancio rappresenta una priorità, perché costituisce lo strumento attraverso il quale l’Amministrazione garantisce servizi, investimenti e sostegno alle famiglie, alle imprese e agli enti locali. In questo contesto, la scelta di Aurelio Marguerettaz alla guida della Regione è una scelta di buon senso e di pragmatismo. La sua esperienza politica e amministrativa, insieme alla profonda conoscenza delle istituzioni regionali e del territorio, rappresentano un valore importante per affrontare le sfide di questa nuova fase. La Valle d’Aosta ha oggi bisogno di stabilità, serietà e capacità di governo. Le questioni aperte sono numerose: dalla sanità ai trasporti, dalla scuola alla casa, dallo sviluppo economico alla transizione energetica. Sarà fondamentale affrontarle con una squadra coesa, senso di responsabilità e una visione comune, mettendo sempre al centro l’interesse generale e i bisogni dei cittadini.»
«Il primo banco di prova di questo nuovo Governo dovrebbe essere la riforma della legge elettorale – ha detto il Consigliere Corrado Bellora (Lega VdA) –. Oggi stiamo discutendo dell’insediamento della seconda Giunta in meno di un anno, non servono altre prove della necessità di cambiare le regole. Con l’attuale legge elettorale, il voto dei valdostani non conta nulla: chiedete loro di firmare una cambiale in bianco per essere liberi di fare qualunque tipo di gioco di potere. Invece, con una legge analoga a quella delle altre Regioni italiane, dopo la caduta della Giunta Testolin saremmo andati a votare con la certezza di eleggere una maggioranza stabile con i numeri per governare. Per questo, il 10 dicembre 2025, a inizio legislatura, abbiamo presentato, insieme a Fratelli d’Italia e La Renaissance, una proposta di riforma, ferma da allora in Commissione. Il Presidente ha parlato di collaborazione: venite in Commissione a parlare di questa legge elettorale, fate delle proposte, portatele in Aula, fate finalmente rotolare questo pallone che noi abbiamo buttato in campo.»
Il Consigliere Fulvio Centoz (PD-FP) ha sottolineato che «la crisi è stata chiusa in fretta. Peccato che arrivi dopo un anno: l’alternativa di oggi c’era già un anno fa e dopo la prima sentenza di maggio. Avete preferito resistere in giudizio, e al buon senso, per difendere il posto del Presidente. Oggi ritroviamo la stessa maggioranza e lo stesso programma identico, parola per parola. Il nuovo Presidente viene presentato come una novità, ma è in Consiglio dal 2003, già Assessore e Vicepresidente della Regione e nell’Union da quarant’anni, immatricolato nel 2001. Il nuovo che avanza è un usato sicuro. Avete cambiato il Presidente, non l’alleanza con la destra. Avete passato un anno a resistere: noi vogliamo una Valle in cui si possa restare, con lavoro e opportunità per i giovani, servizi di prossimità e l’acqua tutelata come bene comune. Perché l’autonomia non è un muro da difendere, ma una casa da abitare. E un’autonomia che non sceglie da che parte stare non è neutrale: è irrilevante.»
«Il cambio alla Presidenza non basta a chiudere la crisi politica e istituzionale che abbiamo attraversato – ha affermato il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel –. Per recuperare credibilità occorre riconoscere le responsabilità delle scelte che l’hanno provocata. La questione dei limiti di mandato era nota prima delle elezioni e si è scelto di non affrontarla. Non si può rivendicare l’autonomia e poi mettere in discussione una legge regionale quando la sua applicazione diventa scomoda. L’autonomia significa innanzitutto rispetto delle regole che ci siamo dati. Con il nuovo governo non nasce una nuova stagione politica: cambiano il Presidente e alcuni incarichi, ma restano gli stessi equilibri e lo stesso programma. Si è persa l’occasione di affrontare le ragioni della crisi e costruire un progetto autonomista più ampio. Come Pour l’Autonomie lavoreremo per costruire una vera alternativa, aperta alla società valdostana, ai giovani, alle imprese e alle comunità locali. Non un fronte contro qualcuno, ma un progetto fondato sulla difesa dello Statuto speciale, sul rafforzamento delle competenze e su servizi e opportunità per i valdostani. Essere autonomisti si dimostra con le scelte e con la capacità di difendere gli interessi della comunità, non restando nelle stanze del potere. La Valle d’Aosta ha bisogno di un’autonomia più forte, di visione e di istituzioni credibili.»
«Come si lavorerà da domani in quest’Aula e nelle Commissioni? – ha chiesto il Vicecapogruppo di AVS, Eugenio Torrione –. Accogliamo positivamente l’apertura del futuro Presidente sul cambio di metodo di questa maggioranza nei confronti della minoranza: più ascolto, più dialogo e più confronto. Chiediamo innanzitutto il rispetto dei tempi, condizione necessaria per consentire a tutti di svolgere il proprio ruolo. Quando i documenti arrivano tardi e le scadenze si accavallano, per la minoranza rimane soltanto una presa d’atto. Chiediamo anche un lavoro di revisione del Defr in Commissione, che porti a un suo aggiornamento prima della legge di bilancio e non insieme a essa o troppo a ridosso. Vorremmo, infatti, che le Commissioni siano la bottega in cui si fanno le leggi e non una sala d’attesa fra la Giunta e l’Aula. Chiediamo, infine, una visione del futuro: ci è spiaciuto che il futuro Presidente non abbia parlato di due temi cruciali come la raod map per una Valle d’Aosta Fossil Fuel Free al 2040, obiettivo ambizioso per cui manca la strada per raggiungerlo, e la riforma della disabilità che richiede una visione chiara del percorso da seguire nel medio e nel lungo termine.»
Per la Capogruppo de La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, «rimettere in moto la macchina amministrativa è necessario, ma occorre chiarire la direzione politica. Prendiamo atto della volontà di dialogare con le minoranze: il confronto, però, deve tradursi in fatti, con informazioni complete, proposte valutate nel merito e possibilità di incidere sulle decisioni. Il nostro giudizio si baserà sui risultati: sanità, trasporti, scuola, sostegno a famiglie e imprese, trasparenza nelle società partecipate e rafforzamento dell’autonomia dei Comuni. Le risorse devono diventare servizi migliori e opportunità concrete. Sosterremo i provvedimenti utili alla Valle d’Aosta e ci opporremo a quelli che non condividiamo, spiegandone le ragioni. Valuteremo contenuti e risultati. La maggioranza ha la responsabilità di governare, noi quella di controllare e proporre. Il dialogo annunciato sarà credibile solo se produrrà miglioramenti concreti per la comunità. Anche sulle elezioni politiche manterremo piena autonomia: le scelte saranno guidate da coerenza e fatti, non da promesse elettorali. Nel 2022, a soli due anni dalla nascita, il movimento ha ottenuto oltre 6.300 voti con il candidato Giovanni Girardini. È un consenso importante, che ci assegna una responsabilità e può incidere sugli equilibri nelle prossime elezioni politiche.»
«Rivendichiamo il contributo che Forza Italia ha dato in questo anno di Governo, con lealtà e spirito costruttivo, alla gestione del Defr, del bilancio, degli assestamenti e delle risorse messe a disposizione, non ultima la proposta di legge per la riduzione dei costi dell’energia – ha affermato il Capogruppo Pierluigi Marquis –. Sul profilo politico, riteniamo positivo il cambio di paradigma, ovvero il superamento della fase in cui la sinistra era al governo della Regione, e riteniamo che il programma di legislatura sia solido e attuale, aggiornato alla luce del nuovo contesto geopolitico. Per il futuro, auspichiamo un rafforzamento delle componenti del centrodestra, però riteniamo ci debba essere un’azione comune improntata alla massima responsabilità collettiva. Siamo stati richiamati sul possibile ricorso alla Corte Costituzionale sulla legge elettorale nazionale: essere alleati politici non significa rinunciare all’autonomia, alle responsabilità delle singole istituzioni e la Regione ha il diritto di ricorrere qualora chi la governa lo ritenga necessario. Guardiamo quindi con fiducia a questa nuova fase, certi che il Presidente e gli Assessori chiamati a guidare il Governo sapranno mettere a disposizione esperienza e competenza.»
Il Capogruppo Marco Viérin ha ringraziato, a nome del Centro Autonomista, il Presidente uscente Renzo Testolin e il Vicepresidente Luigi Bertschy per il lavoro svolto. «In questo anno sono state avviate diverse iniziative che oggi è importante portare a compimento. La ricostituzione del governo in pochi giorni risponde alla necessità di garantire continuità e dare risposte alla comunità valdostana. Come CA crediamo in una politica che non debba necessariamente scegliere tra destra e sinistra, ma che sappia mettere al centro valori e interessi della Valle d’Aosta. Condividiamo l’attuale perimetro della maggioranza e apprezziamo il metodo fondato su un confronto più costante, anche con le minoranze, e sulla condivisione delle priorità e sulla verifica di tempi e risultati. Le priorità sono concrete: contrastare il costo della vita in montagna, sostenere famiglie e natalità, rafforzare l’agricoltura, riformare la finanza locale e affrontare le criticità nella gestione dei rifiuti, programmando una soluzione alternativa alla discarica di Brissogne e poter contenere il peso delle tariffe su Famiglie e Imprese. Vogliamo inoltre che l’autonomia si traduca in benefici tangibili per i cittadini e che le risorse regionali siano utilizzate per migliorare i servizi e sostenere le comunità. La continuità del programma rappresenta un impegno assunto con gli elettori; il cambiamento dovrà vedersi nel metodo di lavoro e nei risultati. Il CA farà la propria parte con lealtà, portando avanti le proprie proposte nell’interesse dei valdostani.»
Pour le Conseiller Corrado Jordan, «l’UV a bien fait de gérer avec promptitude et responsabilité cette phase délicate, afin de permettre la reprise rapide des travaux du Conseil et du Gouvernement, dans la continuité du programme de majorité. Je voterai pour le Conseiller Marguerettaz à la Présidence de la Région, même si, comme je l’ai exprimé au sein de mon groupe, j’aurais proposé d’autres alternatives. Ce choix ne relève d’aucune considération personnelle, mais d’une vision différente de la gestion du pouvoir. Après la décision concernant le Président Testolin, nous aurions pu saisir l’occasion d’ouvrir une nouvelle perspective. Je donne néanmoins ma voix favorable avec l’espoir que les engagements répétés ces dernières années en matière de collaboration, de valorisation du rôle des Conseillers et de transparence se traduisent enfin dans les faits. Mon vote est avant tout guidé par le respect des institutions et par mon appartenance à un groupe politique qui soutient ce parcours.»
Il Consigliere Andrea Campotaro (AVS) è entrato nel merito di alcuni punti del programma: «La visione economica e turistica della nuova Giunta non dovrebbe puntare in modo quasi esclusivo su sci e impianti a fune, investendo ingenti risorse pubbliche in grandi opere dall’iter giuridico zoppicante mentre la crisi climatica ne mette sempre più in discussione la sostenibilità. Non si tratta di demonizzare lo sci, ma di superare l’idea che sia l’unica prospettiva di sviluppo. La vera ricchezza della Valle d’Aosta è il suo territorio: servono investimenti nel turismo quattro stagioni, nell’agricoltura che contribuisce alla cura del territorio e nei servizi di montagna. Anche le politiche giovanili richiedono una strategia più concreta: diritto allo studio, collegamenti con le sedi universitarie, accesso alla casa e opportunità di lavoro. Una Regione di 120 mila abitanti non può valutare questi servizi soltanto in base alla redditività, sono investimenti sociali e culturali sul futuro della comunità. Raccogliamo l’appello al rispetto e alla collaborazione, ma il confronto non può prescindere da un principio: il rispetto della legge non può essere subordinato agli equilibri e alle convenienze della maggioranza.»
«A noi non interessano i personalismi e gli intrighi cortigiani – ha sostenuto il Vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron –. Ci interessano i temi, le proposte e soprattutto il futuro della Valle d’Aosta, in un’Europa che oggi rischia di finire in fiamme. Le criticità sono evidenti e non possiamo permetterci di ignorarle: dalla sicurezza alla tenuta dei territori, dal futuro delle concessioni idroelettriche alla fuga dei giovani valdostani, fino alla necessità di garantire maggiori opportunità a chi sceglie di vivere e lavorare qui. Come opposizione non ci limiteremo a criticare, ma continueremo a portare sul tavolo idee e proposte concrete, chiedendo alla maggioranza risposte puntuali e assunzione di responsabilità. Dobbiamo guardare avanti, affrontare i problemi senza nasconderli e prepararci anche agli scenari più difficili. Ci sono aerei dirottati, scuole che ricevono minacce di bombe: qualcosa di molto serio sta accadendo in Europa. Potrebbe essere soltanto una fase temporanea o l’inizio di qualcosa di più grande. Noi saremo qui, a ricordare ogni volta che saremo giudicati sulla capacità di affrontare queste questioni e sulle risposte che sapremo dare ai valdostani.»
Il Vicecapogruppo di FI, Marco Sorbara, ha detto che «di fronte a una delicata vicenda giudiziaria, questa maggioranza ha dimostrato equilibrio, rispetto e garantismo, evitando di trasformare l’Aula in un tribunale. Un atteggiamento che condivido profondamente e che appartiene alla cultura politica di Forza Italia. Ma il garantismo deve valere sempre, anche quando riguarda persone lontane dalle nostre posizioni politiche, altrimenti è convenienza. Dall’UV, alla quale ho dedicato anni di impegno, lealtà e passione, mi sarei aspettato più coraggio. Nel momento più difficile della mia vita quel movimento mi ha abbandonato. Oggi mi sarei aspettato la capacità di riconoscere gli errori del passato, ricostruire rapporti e valorizzare il consenso espresso dai cittadini. Il voto dei cittadini non può essere importante soltanto quando serve a vincere le elezioni e diventare secondario quando si assumono le decisioni politiche. Nonostante ciò, confermo il mio sostegno al Presidente Aurelio Marguerettaz: il mio impegno continuerà con autonomia di giudizio, spirito costruttivo e senso delle istituzioni. La politica deve tornare a essere servizio e ricostruire il rapporto di fiducia con i cittadini. La Valle d’Aosta non ha bisogno soltanto di una nuova Giunta ma di una nuova marcia e soprattutto di una politica che abbia il coraggio di mettere davvero i cittadini al centro delle proprie scelte.»
Per il Capogruppo dell’Union Valdôtaine, Luigi Bertschy, «l’obiettivo prioritario era ricomporre il governo e rimettere in moto la macchina amministrativa. L’UV si è confrontata e ha individuato al proprio interno competenze e persone in grado di ricoprire ogni ruolo. La scelta è stata condivisa e portata avanti con responsabilità. Non dimentichiamo che appena un anno fa i cittadini hanno espresso il loro consenso su un programma e su obiettivi precisi: è da lì che dobbiamo ripartire. Il dialogo deve essere aperto e concreto. Come maggioranza siamo pronti a confrontarci con tutte le forze politiche sui temi, sui progetti e sulle idee, evitando che il dibattito scivoli sul piano personale. La politica deve tornare a occuparsi delle questioni che interessano i valdostani: dalle infrastrutture ai trasporti, fino allo sviluppo dei servizi pubblici. Il nostro impegno sarà portare avanti il programma presentato agli elettori, con la massima apertura al confronto e nella consapevolezza delle responsabilità che ci sono state affidate. Ora continuiamo a lavorare e a dare risposte concrete alla comunità valdostana.»