(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2026 - “Non basta stanziare risorse economiche per dire di avere una politica agricola. Serve anche una visione, una strategia per il futuro che promuova l’innovazione e sostenga chi sceglie modelli di produzione più sostenibili. Questo provvedimento, invece, continua a guardare al passato, ignorando le sfide che attendono l’agricoltura italiana.”
Così, in aula, la Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, intervenendo sul provvedimento Coltivaitalia.
“Il Governo continua a trascurare le politiche ambientali e a sottovalutare le conseguenze del cambiamento climatico. Eppure, secondo Coldiretti, negli ultimi quattro anni gli eventi climatici estremi hanno provocato danni per oltre 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana.
Come ha spiegato lo stesso relatore, questo provvedimento punta a incrementare la produzione nazionale di carne, dal momento che attualmente il 55% del fabbisogno è coperto dalle importazioni. L’Italia si muove così nella direzione opposta rispetto alla maggior parte dei Paesi europei, che cercano invece di ridurre il consumo di carne.
In più, questo viene fatto sostenendo il modello degli allevamenti intensivi, che hanno un impatto ambientale enorme e non garantiscono il benessere degli animali.
Andrebbero invece valorizzate e sostenute maggiormente le piccole imprese agricole. Sono queste a garantire un approccio più responsabile nei confronti delle risorse e con produzioni agricole di qualità. Allo stesso tempo, come avviene ad esempio in Sudtirolo, svolgono una funzione indispensabile nella tutela del paesaggio e nella cura degli alpeggi e dei pascoli. E attribuiscono anche maggiore importanza al benessere animale.
Proprio l’agricoltura di montagna, tuttavia, trova poco spazio in questo provvedimento. E questo nonostante debba operare in condizioni particolarmente difficili, con costi di produzione più elevati e margini di guadagno ridotti.
Il problema di fondo è che la maggioranza crede di poter garantire un futuro a un settore economico continuando a difendere i modelli produttivi del passato. È una strategia miope, che finisce per mettere a rischio la competitività di un comparto così importante per il nostro Paese”, ha concluso Unterberger.
LANDWIRTSCHAFT: UNTERBERGER (SVP): RÜCKWÄRTSGEWANDTE AGRARPOLITIK – TIERSCHUTZ BLEIBT AUF DER STRECKE
„Es reicht nicht aus, finanzielle Mittel bereitzustellen, um von einer Agrarpolitik zu sprechen. Es braucht auch eine klare Vision und eine Zukunftsstrategie, die Innovation fördert und jene unterstützt, die sich für nachhaltigere Produktionsmodelle entscheiden. Dieses Maßnahmenpaket hingegen blickt weiterhin in die Vergangenheit und ignoriert die Herausforderungen, vor denen die italienische Landwirtschaft steht.”
Das erklärte die Vorsitzende der Autonomiegruppe im Senat, Julia Unterberger, in ihrer Wortmeldung zum Maßnahmenpaket „Coltivaitalia”.
„Die Regierung klammert die Umweltpolitik weiterhin aus und unterschätzt die Folgen des Klimawandels. Dabei haben extreme Wetterereignisse der italienischen Landwirtschaft in den vergangenen vier Jahren laut Coldiretti Schäden von mehr als 20 Milliarden Euro verursacht.
Wie der Berichterstatter selbst erklärt hat, soll mit diesem Maßnahmenpaket die heimische Fleischproduktion angekurbelt werden, da derzeit 55 Prozent des Fleischbedarfs durch Importe gedeckt werden. Damit geht Italien in die entgegengesetzte Richtung zu den meisten europäischen Ländern, die versuchen, den Fleischkonsum zu reduzieren.
Darüber hinaus wird weiterhin das Modell der Massentierhaltung unterstützt, das enorme Umweltbelastungen verursacht und dem Tierwohl nicht gerecht wird.
Stattdessen müssten die kleinen landwirtschaftlichen Betriebe stärker in den Mittelpunkt gerückt werden. Sie stehen für einen verantwortungsvolleren Umgang mit Ressourcen und für hochwertige landwirtschaftliche Erzeugnisse. Gleichzeitig leisten sie – wie etwa in Südtirol – einen unverzichtbaren Beitrag zum Erhalt der Kulturlandschaft und zur Pflege der Almen und Weideflächen. Und auch das Tierwohl hat einen höheren Stellenwert.
Gerade die Berglandwirtschaft kommt in diesem Maßnahmenpaket jedoch zu kurz. Und das, obwohl sie unter besonders schwierigen Rahmenbedingungen wirtschaften muss: mit höheren Produktionskosten und geringem Gewinnspann.
Das grundlegende Problem ist, dass die Mehrheit glaubt, einen Wirtschaftssektor zukunftsfähig zu halten, indem sie an den Produktionsmodellen der Vergangenheit festhält. Das ist eine kurzsichtige Strategie, die letztlich die Wettbewerbsfähigkeit eines für das Land so wichtigen Sektors gefährdet”, so Unterberger abschließend.”