Pierluigi Panza racconta la storia di Sante Caserio, l’anarchico lombardo che assassinò il presidente francese
Nel nuovo libro pubblicato da Rubbettino, il giornalista culturale del «Corriere della Sera» ricostruisce la storia di un giovane emigrato italiano che nel 1894 sconvolse l’Europa. Un racconto tra memoria familiare e indagine storica che parla anche al presente, tra disagio giovanile, radicalizzazione e odio contro gli immigrati.
(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2026 - Pierluigi Panza, L’anarchico lombardo. Storia di Sante Caserio, Rubbettino 2026, pp. 160 € 16,00 – IN LIBRERIA DAL 13 NOVEMBRE

Un giovane di ventun anni, cresciuto nella campagna lombarda in una famiglia profondamente religiosa, diventa un rivoluzionario e assassina il presidente della Repubblica francese. È la storia di Sante Caserio, protagonista del nuovo libro di Pierluigi Panza, L’anarchico lombardo. Storia di Sante Caserio, pubblicato da Rubbettino.
Il 24 giugno 1894, a Lione, Caserio accoltella il presidente Sadi Carnot, che morirà il giorno successivo. L’attentato scatena una violenta ondata di odio contro gli immigrati italiani, allora relegati agli ultimi gradini della società francese, e rischia di provocare una crisi diplomatica tra i due Paesi.
Ma come aveva potuto un ragazzo considerato quasi un santo nel suo paese trasformarsi in un assassino politico? Panza ne ricostruisce la parabola, dalla miseria delle campagne lombarde agli ambienti anarchici e socialisti di Milano, fino alla diserzione, all’emigrazione in Francia e all’attentato. Parallelamente ripercorre la vita di Sadi Carnot, esponente dell’élite repubblicana francese: due mondi sociali agli antipodi, destinati a incontrarsi tragicamente.
Il racconto di Panza assume oggi una sorprendente attualità. I giovani di seconda generazione delle periferie del Nord Italia non sono i contadini lombardi dell’Ottocento, né le rivolte urbane possono essere paragonate agli attentati anarchici. Eppure, il disagio, l’esclusione sociale, il risentimento e il ruolo delle ideologie nella radicalizzazione giovanile sollevano interrogativi che attraversano le epoche.
«I cattivi maestri che vogliono l’eliminazione completa del principio d’autorità […] si servono di questi ragazzi», scriveva il patologo forense Alexandre Lacassagne a proposito del caso Caserio. Parole che, a oltre un secolo di distanza, conservano una forza provocatoria.
La ricerca ha anche una dimensione autobiografica: gli antenati di Panza vivevano negli stessi paesi e nelle stesse campagne della famiglia Caserio. Attraverso documenti, genealogie e memorie familiari, l’autore intreccia la grande storia europea con quella delle persone comuni, restituendo il ritratto di una società attraversata da povertà, aspirazioni di riscatto e profonde disuguaglianze.
Con L’anarchico lombardo, Panza riporta alla luce una vicenda che ha segnato i rapporti tra Italia e Francia, invitando a riconoscere nelle contraddizioni del passato alcune delle inquietudini del nostro tempo.
Pierluigi Panza è giornalista culturale del «Corriere della Sera», scrittore, critico d’arte e docente universitario. Autore di numerosissimi articoli accademici nonché di vari saggi e cinque romanzi, tra cui La croce e la sfinge, vita scellerata di Giovan Battista Piranesi (Premio selezione Campiello 2009).