(AGENPARL) - Roma, 2 Novembre 2026 - STORIA. IL RILANCIO MERITO DELLA GIUNTA DI CENTRODESTRA"
"Oggi si celebrano i cento anni della Spoleto-Norcia, ma chi ha lavorato
concretamente per il suo rilancio stranamente non è stato inserito nel
panel del dibattito. Non essere stato invitato tra i relatori, nonostante
il lavoro svolto da assessore regionale alle Infrastrutture, non vorrei
costituisca l'ennesima operazione di damnatio memoriae di una certa
sinistra, che tenta di cancellare i risultati della precedente Giunta per
intestarsi meriti altrui. Non cerco passerelle, ma non mi sembra elegante
voler riscrivere la storia.
Quando arrivammo alla guida della Regione trovammo una situazione
organizzativa inaccettabile: competenze frammentate, responsabilità
confuse, un ufficio regionale che si occupava di ciclovie e cammini ridotto
a una sola persona e una gestione della Spoleto-Norcia nella quale, di
fatto, si occupavano tutti e nessuno. Abbiamo dovuto rimettere ordine,
individuare responsabilità e soprattutto costruire una strategia concreta
per il recupero e la valorizzazione dell'intero patrimonio.
I numeri e gli atti parlano chiaro. Il 14 aprile 2020 annunciammo ulteriori
2 milioni di euro per recuperare oltre 9 chilometri del tratto
Piedipaterno-Balza Tagliata e sistemare alcuni punti critici verso Norcia.
Nel febbraio 2023 la destinammo un investimento di 7,335 milioni di euro
per gli interventi sulla Spoleto-Norcia nell'ambito della ricostruzione
post-sisma, all'interno di un programma complessivo da 9,5 milioni che
comprendeva anche la Greenway del Nera. Nel programma triennale dei lavori
di euro, destinati al consolidamento dei versanti, alla protezione della
sede viaria e al recupero di caselli e stazioni a fini ricettivi e
produttivi.
Il 6 giugno 2024 la Giunta regionale, su mia proposta, deliberò inoltre
l'avvio del procedimento per acquisire gratuitamente dall'Agenzia del
Demanio il patrimonio dell'ex ferrovia, accompagnando l'operazione con un
programma di valorizzazione per il quale erano già disponibili circa 20
milioni di euro. Parliamo di un patrimonio composto dal tracciato, da otto
stazioni e undici caselli, il cui recupero richiedeva una regia chiara e
una gestione unitaria. L'obiettivo era superare gli ostacoli legati alla
proprietà demaniale, eliminando lacci e lacciuoli per andare diretti ad una
valorizzazione concreta in autonomia regionale. Non si trattava soltanto di
recuperare un percorso, ma di riportare a unità la governance di un bene
che, allora, era frammentato tra concessionario, enti locali e servizi
regionali.
Un esempio emblematico è il cavalcavia della ex ferrovia in località
Palombara, a Sant'Anatolia di Narco, demolito da ANAS per realizzare la
variante di Forca di Cerro. Dopo anni di immobilismo, nell'ottobre 2024 la
Giunta regionale approvò, su mia proposta, la convenzione con ANAS e Umbria
TPL e Mobilità: circa 96mila euro a carico della Regione per la
progettazione e la ricostruzione dell'opera, che ANAS aveva accettato
formalmente di realizzare a propria cura e spese in seguito all'accordo che
feci con l'allora AD dell'ANAS.
La mia visione non si è mai limitata alla semplice riapertura della vecchia
ferrovia, ma ho sempre sostenuto che la Spoleto-Norcia dovesse diventare il
perno di un sistema turistico integrato, capace di collegare ciclovie,
ferrovie, cammini e borghi. In parallelo il progetto Umbria Cuore Verde
d'Italia – RAIL & BIKE, un grande anello ciclistico-ferroviario che mette
dell'Appennino Centrale, con possibilità di risalire in treno e proseguire
in bicicletta, e viceversa. Un modello ispirato a esperienze di successo
come la San Candido-Lienz, nel quale ferrovia e bicicletta si integrano. Il
progetto prevedeva il collegamento ferroviario della FCU scendendo da
Umbertide a San Gemini, la risalita poi lungo la ciclovia dell'Antica Via
Flaminia fino a Fossato di Vico e, da qui, il raccordo con il percorso
della ex Ferrovia dell'Appennino Centrale verso Gubbio, per chiudere
l'anello ad Umbertide.
Per questo modello avevamo individuato due interventi strategici: 2,3
milioni di euro per la ciclabile con Comune capofila Gubbio e 2 milioni per
quella con Comune capofila San Gemini. Si trattava di tasselli essenziali
per realizzare l'anello e collegare i diversi tratti del percorso. Come ho
denunciato pubblicamente, l'attuale Giunta ha ridotto da 2 a 1,3 milioni di
euro il finanziamento relativo al secondo intervento: una scelta che
compromette il completamento del tratto da Bevagna a Fossato di Vico e di
interrompe la continuità dell'anello. È esattamente il contrario di ciò che
serve all'Umbria: le infrastrutture devono essere completate e collegate,
non lasciate a metà.
Ho continuato a interessarmi del tema anche di recente, tanto che il 23
ottobre 2025 ho presentato una mozione sul completamento, la messa in
sicurezza e la valorizzazione della Spoleto-Norcia, della Greenway del Nera
e della ciclabile Terni-Narni, approvata all'unanimità dall'Assemblea
legislativa.
Continuerò a difendere questo progetto e a battermi perché venga
completato. L'Umbria ha bisogno di una strategia turistica seria, di
infrastrutture collegate e di una gestione finalmente efficiente, non di
celebrazioni di circostanza, operazioni di immagine e tentativi di
riscrivere la storia per convenienza politica".
