(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2026 - Il primo ministro slovacco Robert Fico rilancia la necessità di un confronto diretto con Mosca per raggiungere una soluzione diplomatica al conflitto ucraino. Bratislava punta a mantenere la cooperazione con la Russia nei settori non sottoposti alle sanzioni europee e mette in guardia contro le conseguenze economiche dell’interruzione delle forniture energetiche russe.
Il dialogo con la Russia rappresenta, secondo il primo ministro slovacco Robert Fico, un passaggio indispensabile per porre fine alla guerra in Ucraina. Il capo del governo di Bratislava ha dichiarato che anche l’Europa starebbe progressivamente riconoscendo la necessità di avviare un confronto con il presidente russo Vladimir Putin, posizione che la Slovacchia sostiene fin dall’inizio del conflitto.
In un videomessaggio rivolto ai propri concittadini e pubblicato su Facebook, Fico ha espresso soddisfazione per quello che considera un cambiamento nell’atteggiamento europeo nei confronti dei negoziati con Mosca.
«Cari amici, alleluia! Il mondo intero, e finalmente l’Europa, ha capito che se vogliamo porre fine alla guerra in Ucraina, dobbiamo parlare con il presidente russo Putin», ha dichiarato il premier slovacco.
Fico ha poi rivendicato la coerenza della posizione del suo governo, sottolineando che Bratislava aveva sostenuto fin dall’inizio la necessità di mantenere aperti i canali diplomatici con la Russia.
«Lo diciamo fin dall’inizio della guerra. Quindi siamo un po’ più avanti rispetto ad altri Paesi nella comprensione della situazione in Ucraina», ha aggiunto.
Le dichiarazioni del premier riflettono la sua posizione politica e non indicano necessariamente un orientamento condiviso da tutti i governi dell’Unione europea, dove continuano a emergere differenze sulle modalità con cui arrivare a una soluzione negoziata.
Slovacchia e Russia: Bratislava vuole mantenere aperta la cooperazione economica
Oltre alla questione ucraina, Robert Fico ha affrontato il tema delle relazioni economiche e diplomatiche tra Slovacchia e Russia, ribadendo l’interesse del suo governo a preservare i rapporti bilaterali nei settori consentiti dalla normativa europea.
Il premier ha riferito di essere stato informato dal ministro slovacco degli Affari esteri ed europei, Juraj Blanár, sui risultati della riunione della commissione intergovernativa slovacco-russa per la cooperazione economica e scientifico-tecnica, svoltasi lunedì a Mosca.
L’incontro rientra nel quadro dei rapporti istituzionali tra i due Paesi e testimonia la volontà di Bratislava di mantenere canali di comunicazione con le autorità russe, nonostante le tensioni internazionali provocate dalla guerra in Ucraina.
Fico ha chiarito che la Slovacchia è interessata a collaborare con la Federazione Russa in tutti gli ambiti che non siano espressamente soggetti alle sanzioni adottate dall’Unione europea.
Questa impostazione punta a distinguere le restrizioni economiche stabilite a livello comunitario dalle attività di cooperazione che rimangono legalmente possibili.
Energia, petrolio e gas: Fico avverte sui rischi per l’economia europea
Uno dei temi centrali dell’intervento del primo ministro slovacco riguarda il futuro delle forniture energetiche russe verso l’Europa.
Fico ha ribadito la necessità di preservare l’accesso al petrolio e al gas provenienti dalla Russia, sostenendo che un’interruzione delle importazioni potrebbe produrre conseguenze negative per le economie europee.
Secondo il premier slovacco, le proposte volte a eliminare completamente gli acquisti di energia russa rischiano di aggravare le difficoltà economiche e di aumentare i costi per imprese e cittadini.
La scelta di interrompere tali forniture, ha dichiarato, «causerà danni significativi a tutti noi, porterà a crisi sempre più frequenti e farà aumentare i prezzi».
Le affermazioni riflettono le preoccupazioni del governo slovacco, che considera la sicurezza degli approvvigionamenti energetici una priorità nazionale.
La questione rimane particolarmente delicata per i Paesi dell’Europa centrale che hanno storicamente sviluppato infrastrutture e sistemi di distribuzione energetica strettamente collegati alle forniture russe.
All’interno dell’Unione europea, tuttavia, il dibattito sull’energia comprende anche la diversificazione delle fonti, la riduzione delle dipendenze strategiche e la sicurezza degli approvvigionamenti nel lungo periodo.
L’Europa divisa sulla strategia da adottare nei confronti di Mosca
Le parole di Fico riportano al centro del dibattito europeo una questione fondamentale: quale ruolo debba assumere il dialogo con la Russia nel percorso verso la conclusione del conflitto ucraino.
Da una parte, il governo slovacco sostiene che una soluzione diplomatica richieda necessariamente un confronto diretto con Mosca, anche attraverso contatti politici ad alto livello.
Dall’altra, diversi governi europei insistono sulla necessità che eventuali negoziati garantiscano la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, evitando accordi che possano essere imposti a Kiev senza il suo consenso.
Il confronto politico riguarda quindi non soltanto l’opportunità di dialogare con Putin, ma anche le condizioni, le garanzie e gli obiettivi di un possibile processo negoziale.
Per Fico, il riconoscimento della necessità del dialogo rappresenterebbe un’evoluzione significativa rispetto alle posizioni assunte nelle precedenti fasi della guerra.
La posizione slovacca tra diplomazia e interessi nazionali
La strategia del governo di Bratislava combina la richiesta di una soluzione negoziata della guerra con la volontà di difendere gli interessi economici nazionali.
La Slovacchia, pur essendo membro dell’Unione europea e della NATO, ha assunto sotto la guida di Fico posizioni spesso critiche nei confronti di alcune politiche europee relative alla Russia, soprattutto in materia energetica e di sostegno militare all’Ucraina.
Il premier sostiene la necessità di privilegiare gli strumenti diplomatici e di valutare attentamente le ricadute economiche delle misure restrittive adottate nei confronti di Mosca.
In questa prospettiva, la collaborazione economica nei settori non sanzionati viene considerata da Bratislava compatibile con gli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.
La posizione slovacca evidenzia come, all’interno dell’Europa, continuino a convivere differenti valutazioni sul rapporto tra pressione economica, sicurezza energetica e possibilità di raggiungere un accordo diplomatico.
Guerra in Ucraina: il dialogo con Putin torna al centro del confronto europeo
Le dichiarazioni di Robert Fico confermano la volontà del governo slovacco di sostenere un approccio pragmatico nei rapporti con la Russia, basato sul mantenimento dei contatti diplomatici e sulla tutela degli interessi economici.
Per Bratislava, l’eventuale apertura di negoziati diretti con Mosca rappresenterebbe un passaggio importante verso la conclusione della guerra, mentre la conservazione delle relazioni commerciali consentite dalle norme europee contribuirebbe a limitare le conseguenze economiche del conflitto.
Resta tuttavia aperta la questione delle condizioni necessarie per un accordo duraturo, che dovrebbe coinvolgere direttamente l’Ucraina e affrontare i principali nodi territoriali e di sicurezza.
Il messaggio politico di Fico è chiaro: secondo il premier slovacco, l’Europa non può immaginare una soluzione stabile alla guerra in Ucraina senza un confronto con la Russia.
Una posizione destinata ad alimentare il dibattito tra le capitali europee, mentre il futuro delle relazioni con Mosca continua a rappresentare una delle questioni più complesse della politica internazionale.
La ripresa dei rapporti economici tra Bratislava e Mosca trova riscontro anche nella riunione del 26 ottobre 2026, confermata dal Ministero degli Esteri slovacco e riportata da Reuters.
