(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2026 - “La legge delega sulle professioni sanitarie proposta dal governo si riduce a un riordino puramente ordinamentale che non affronta l’emergenza reale: la drammatica carenza di personale nel nostro Servizio Sanitario Nazionale e la sua attrattività.
Con la solita arroganza, la maggioranza ha scelto la via del muro contro muro, bocciando tutti gli emendamenti di buon senso presentati dal Partito Democratico e cancellando il buon costume di votare a larghissima maggioranza riforme così cruciali. Le professioni sanitarie sono un patrimonio prezioso di competenze, capacità, dedizione, passione, umanità, a disposizione del nostro paese e non appartengono nè ad una sola parte politica, nè al governo di turno.
Ci troviamo di fronte a una delega in bianco che scarica su un numero indefinito di decreti attuativi il futuro di oltre 1,6 milioni di professionisti, senza alcuna visione strategica e senza affrontare i problemi strutturali che riguardano il personale sanitario, dai carichi di lavoro insostenibili, a retribuzioni inadeguate, dalla carenze ormai cronica di professionisti sanitari, al blocco del tetto di spesa del personale, alla mancanza di un piano assunzionale straordinario con le necessarie coperture economiche. È andata in scena la solita arroganza di un esecutivo incapace di ascoltare il Parlamento e lontano dai reali bisogni dei cittadini.
Ciò che rende questa proposta un atto ipocrita e del tutto inefficace è la previsione della clausola di invarianza finanziaria: pretendere di riformare un settore strategico per la sostenibilità del ssn a saldo zero è un’illusione dannosa e propagandistica.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che ogni euro investito sul personale genera un ritorno sociale di quattro euro; eppure la destra continua a considerare la salute pubblica una spesa da tagliare anziché un investimento strategico. Senza risorse aggiuntive questo provvedimento rimane l’ennesima bandierina propagandistica che lascia sguarniti i nostri ospedali e tradisce l’articolo 32 della Costituzione.”
Così in Aula Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e capogruppo in commissione Affari sociali della Camera.