(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2026 - La salute richiede una visione d’insieme: dal confronto promosso oggi a Roma da HEI emerge la necessità di integrare prevenzione, assistenza, innovazione e risorse pubbliche e private. Al via il percorso verso l’Health Ecosystem Forum, per mettere in rete istituzioni, ricerca e imprese.
Roma, 27 ottobre 2026 – Superare una visione della sanità limitata alle strutture ospedaliere e alla spesa pubblica per riconoscere la salute come il risultato di un ecosistema che mette in relazione istituzioni, professionisti, ricerca, imprese, cittadini e famiglie. È questa la prospettiva emersa dall’incontro promosso da HEI – Health Ecosystem Institute, che si è svolto oggi a Palazzo Grazioli, a Roma, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, del management sanitario e dell’industria.
La giornata ha rappresentato un primo momento di confronto pubblico sulla visione proposta da HEI.
Al centro dei lavori, la necessità di ripensare l’organizzazione dei sistemi sanitari alla luce delle trasformazioni demografiche, epidemiologiche, tecnologiche, economiche e ambientali. Una riflessione che richiede di superare la frammentazione tra i diversi ambiti della salute, valorizzare tutte le risorse disponibili e misurare gli interventi in base ai risultati prodotti per le persone.
Claudio Cricelli, fondatore di Health Ecosystem Institute, ha richiamato la necessità di superare una lettura della sanità limitata alle strutture e alle risorse pubbliche, riconoscendo il ruolo dell’insieme degli attori che contribuiscono alla produzione di salute. “Se il sistema è un apparato, lo si governa solo tagliando o aumentando la spesa pubblica. Se è un ecosistema, lo si governa per equilibri, capacità e relazioni”. In questa prospettiva, lo Stato deve essere custode dell’equilibrio dell’ecosistema, non proprietario né unico gestore, favorendo il coordinamento tra le diverse componenti del sistema e valorizzando tutte le risorse che concorrono alla tutela della salute.
Federico Serra, co-fondatore di HEI, ha sottolineato la necessità di affrontare anche le disuguaglianze territoriali, con particolare attenzione alle aree interne e marginali del Paese. “C’è una sfida che riguarda le aree interne e marginali: circa 4.000 Comuni che racchiudono 13 milioni di persone”, ha evidenziato Serra, richiamando l’importanza di costruire un modello di salute capace di rispondere alle esigenze dei territori e di garantire connessioni efficaci tra servizi, istituzioni e comunità. Una sfida che richiede strumenti di analisi e programmazione in grado di considerare le specificità locali e di superare la frammentazione degli interventi.
Nel suo intervento istituzionale, Francesco Zaffini, senatore e presidente della 10ª Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale del Senato della Repubblica, ha richiamato la profonda trasformazione del contesto sanitario rispetto a quello in cui è stato concepito il Servizio sanitario nazionale. “Il mondo della sanità, da quando è stato pensato cinquant’anni fa, è assolutamente cambiato; anzi, oserei dire che nulla ha a che vedere con quello di oggi. La sanità si deve spostare dalla cura e quindi dall’ospedale alla presa in carico della persona fin da quando sta bene, o pensa di star bene”, ha sottolineato Zaffini. Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra S.p.A. e presidente di Leonardo S.p.A., ha richiamato il ruolo delle grandi imprese nel rafforzamento della sicurezza sanitaria del Paese: “Una grande azienda come Leonardo può contribuire alla sicurezza sanitaria in Italia”. Luca Damiani, presidente di ICS Maugeri S.p.A., ha posto l’accento sulla necessità di far dialogare competenze e responsabilità differenti: “L’ecosistema è proprio quello della salute, che coinvolge tutta una serie di operatori, a partire dalle istituzioni fino alle aziende. Bisogna partire da tre ambiti con i quali confrontarsi: la responsabilità scientifica, industriale e istituzionale”. Una prospettiva nella quale anche le infrastrutture digitali, tecnologiche e organizzative possono diventare leve per l’evoluzione del sistema. Marco Vecchietti, amministratore delegato di Poste Welfare Servizi, ha evidenziato il contributo che Poste Italiane può mettere a disposizione: “Il contributo che Poste Italiane può fornire a un progetto evolutivo del sistema sanitario è soprattutto di tipo infrastrutturale: mettere a disposizione le nostre capacità digitali, tecnologiche, logistiche e organizzative”. Vecchietti ha inoltre richiamato l’importanza di “mettere a sistema anche il mondo della sanità integrativa, di cui si parla tanto, ma che poi si dimentica sempre nella programmazione”.
La necessità di affrontare le trasformazioni in atto attraverso una responsabilità condivisa è stata al centro dell’intervento di Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e chair della Mission Board for Cancer della Commissione europea. ”Questa iniziativa è molto coraggiosa perché, nel momento in cui il mondo vive la crisi più drammatica da quando esiste il pianeta, si fa appello alla ragione. In questo momento si è vittime della paura e delle sensazioni di protezione degli istinti primari. Dobbiamo metterci insieme e svegliarci per il futuro delle prossime generazioni”, ha affermato Ricciardi, richiamando il valore della cooperazione e della capacità di guardare oltre le emergenze immediate. Sulla costruzione di luoghi di confronto aperti si è soffermata Ornella Punzo, primo ricercatore del reparto Ecosistemi e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha indicato come obiettivo la possibilità di “creare spazi di confronto aperti tra istituzioni, comunità scientifiche, università, associazioni dei pazienti e mondo produttivo”. Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha richiamato il valore della collaborazione tra generazioni, con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani nei servizi alla persona: “I più giovani che fanno il servizio civile all’interno degli ospedali possono dare una mano alle generazioni più anziane”. Il contributo dell’industria farmaceutica è stato al centro dell’intervento di Carlo Riccini, direttore generale di Farmindustria, che ha ricordato gli investimenti compiuti dal settore per valorizzare il patrimonio industriale e le competenze delle imprese: “L’industria ha investito molto da anni nella valorizzazione di questo patrimonio industriale, in tutte le sue diverse sfaccettature, mettendo a sistema il contributo di tutte le aziende”.
La sostenibilità dei sistemi sanitari richiede anche nuovi criteri di valutazione, una maggiore autonomia organizzativa e la capacità di superare le separazioni tra i diversi ambiti di intervento. Giuseppe Quintavalle, presidente di FIASO, ha sintetizzato alcune delle priorità per l’evoluzione del sistema: “Misurare il valore, generare salute e superare i silos; semplificare i processi gestionali per garantire autonomia e flessibilità alle direzioni generali; costruire un’alleanza pubblico-privato e scientifica, con collaborazioni fra aziende, università ed enti di ricerca”. Un percorso che, ha sottolineato, deve consentire di “misurare il valore degli investimenti”, perché “l’ecosistema si costruisce superando i silos”. Sul tema dell’innovazione organizzativa è intervenuto anche Loreto Gesualdo, presidente della Federazione Italiana delle Società Medico-Scientifiche, richiamando la necessità di affrontare con coraggio le criticità strutturali del sistema: “È il momento del coraggio e della riflessione. Non si può costruire un ospedale in dieci anni e, dopo averlo costruito, entrare al pronto soccorso anche a cinque anni di distanza e bagnarsi i piedi”. Salvatore Butti, vicepresidente di Egualia, ha posto l’attenzione sulla sostenibilità economica del comparto industriale e sull’appropriatezza delle prescrizioni: “È un comparto industriale che da vent’anni non può toccare i prezzi se non al ribasso. Non possiamo andare avanti così per altri vent’anni”. Butti ha aggiunto che “l’appropriatezza prescrittiva diventa fondamentale per quanto riguarda la sostenibilità del nostro sistema”.
La prevenzione e la necessità di intervenire sui determinanti ambientali della salute sono state richiamate da Alessio Nardini, direttore generale della Direzione generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema del Ministero della Salute. “Dobbiamo agire sui fattori ambientali e non possiamo far finta che il tema della prevenzione che deriva dall’analisi dei fattori ambientali sia un tema che possiamo tralasciare”, ha affermato Nardini, richiamando l’attenzione sull’impatto dell’inquinamento atmosferico e delle particelle fini PM2,5 sulla salute della popolazione. Il tema conferma uno dei presupposti della visione di HEI: gli esiti di salute dipendono anche da fattori che si collocano al di fuori del perimetro tradizionale dell’assistenza sanitaria e che richiedono politiche coordinate, capacità di analisi e strumenti condivisi di valutazione.
La giornata si è conclusa con la prospettiva di consolidare il confronto avviato attraverso HEI e di svilupparlo in una piattaforma permanente, l’Health Ecosystem Forum, capace di mettere in relazione istituzioni, scienza, professionisti, management, industria e società. L’obiettivo è favorire una collaborazione continuativa tra competenze e responsabilità differenti, promuovendo un approccio alla salute che tenga insieme prevenzione, assistenza, innovazione, sostenibilità e valutazione dei risultati. Un percorso che punta a valorizzare le esperienze maturate in Italia e a inserirle in un dialogo europeo e internazionale sui modelli di organizzazione e governo dei sistemi sanitari. HEI conferma così la propria missione: contribuire al dibattito sul futuro della salute, promuovendo una lettura dei sistemi sanitari come ecosistemi di relazioni e risorse, da governare attraverso strumenti di analisi verificabili e una maggiore capacità di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.
HEI · Health Ecosystem Institute
HEI – Health Ecosystem Institute, con sede a Roma, è un istituto indipendente di analisi e proposta sui sistemi sanitari, fondato da Claudio Cricelli e Federico Serra. La sua missione è restituire ai sistemi sanitari la natura di ecosistemi con cui sono stati concepiti e progettarli di conseguenza.