(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2026 - *Il 79%% della crescita arriva dalle società di capitali*
*Tornano in positivo commercio, agricoltura e manifattura*
Roma, 22 ottobre 2026 – Tra luglio e settembre 2026 il Registro delle
imprese delle Camere di Commercio ha chiuso con un saldo di *+18.403
imprese* (+0,32%), il più alto dal 2021 e in crescita sulle +16.920 del
2025. A spingerlo sono le iscrizioni (*62.788*, +2,5%), mentre le
cessazioni (*44.385*, al netto delle cancellazioni d'ufficio) restano
Movimprese, l'analisi trimestrale di *Unioncamere* e *InfoCamere*. Tutti i
dati sono disponibili all'indirizzo
A sostenere la crescita sono soprattutto le *società di capitali*, che con
un aumento di *14.529 unità (+0,73%)*, contribuiscono *al 79% dell'aumento
complessivo* dello stock. Le ditte individuali crescono invece di 5.030,
con un tasso di crescita dello 0,18% a fronte dello 0,12% del terzo
trimestre 2025. Al contrario, le società di persone perdono 1.342 imprese,
con un tasso di crescita del *-0,17%*, invariato rispetto allo stesso
trimestre del 2025.
Commercio (+1.486 imprese), agricoltura (+798) e manifattura (+123)
chiudono il trimestre in terreno positivo, a fronte del sostanziale stallo
fatto registrare nello stesso periodo del 2025.
Nel complesso, diciotto dei diciannove principali settori chiudono in
crescita. In valore assoluto il contributo maggiore arriva da costruzioni
(+3.435), alloggio e ristorazione (+3.389) e attività professionali,
scientifiche e tecniche (+2.863). Insieme, i tre settori fanno segnare
9.687 imprese in più, oltre la metà del saldo complessivo.
Il ritmo di crescita più alto si registra però in comparti numericamente
più piccoli. L'energia elettrica e il gas (+2,33%, pari a 364 imprese) e le
attività finanziarie e assicurative (+1,49%, +2.281 imprese) guidano la
graduatoria dei settori più dinamici. Seguono le attività editoriali e
radiotelevisive (+1,17%) e quelle professionali, scientifiche e tecniche
(+1,11%). In tutto sono sette i settori che crescono a un ritmo superiore
allo 0,9%, quasi il triplo del tasso complessivo (0,32%). Tra questi ci
sono sanità e assistenza sociale (+0,97%), attività artistiche e sportive
(+0,94%) e telecomunicazioni e informatica (+0,93%). L'unico segno negativo
nel trimestre estivo è quello delle attività estrattive: 17 imprese in meno
(-0,52%) su uno stock di 3.227 unità.
Nel comparto artigiano il saldo del trimestre è positivo per *1.401 imprese*,
ma il tasso di crescita scende allo *0,11%*, dal +0,15% del III trimestre
2025. La dinamica è sostenuta soprattutto dalle *ditte individuali*, che
aumentano di 1.843 unità, e dalle società di capitali (+480), mentre le
società di persone diminuiscono di 906 unità. A fine settembre le imprese
Tutte le quattro macro-aree italiane registrano dinamiche positive. Il
*Mezzogiorno* mette a segno il saldo più consistente, con *6.521 imprese in
più* (+0,33%). Stesso tasso di crescita anche per il *Nord-Ovest* che
chiude il trimestre con 4.979 imprese; leggermente più sensibile la
crescita del Centro (+0,34% pari a 4.114 imprese in più). Meno dinamico
(+0,25% ma in miglioramento rispetto al 2025) il Nord-Est, che aumenta il
proprio stock di imprese di 2.789 unità.
Tra le regioni, la *Lombardia* registra il maggiore incremento in valore
assoluto, con *3.852 imprese in più*, davanti al Lazio (+3.035) e alla
Campania (+2.632). Per tasso di crescita spiccano invece Valle d'Aosta
(+0,55%) e, ancora, Lazio (+0,51%) e Campania (+0,46%). Tra le province, il
saldo più consistente è quello di *Roma (+2.521)*, seguita da Milano
(+1.981) e Napoli (+1.448). Il tasso di crescita più alto è quello di
Benevento (+0,60%), davanti a Roma (+0,57%) e Aosta (+0,55%).
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