(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2026 - Parigi e Berlino propongono un pacchetto comune per accompagnare la transizione del settore: flessibilità normativa, sostegno alla ricerca e preferenza per la produzione europea. L’intesa dovrà ora trovare consenso tra i partner dell’UE.
BRUXELLES — Francia e Germania concordano un approccio comune sul futuro dell’industria automobilistica europea. Nella dichiarazione congiunta pubblicata il 16 ottobre, i due governi indicano l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ e rafforzare la capacità del continente di sviluppare e produrre la prossima generazione di veicoli elettrici.
Il principio guida è collegare la transizione verso una mobilità più pulita agli investimenti industriali e alla tutela dell’occupazione. Parigi e Berlino chiedono quindi un’Europa capace di innovare e produrre, mantenendo l’ambizione climatica.
Decarbonizzazione e flessibilità normativa
Il pacchetto franco-tedesco combina un percorso di decarbonizzazione con margini di flessibilità che tengano conto delle diverse condizioni tecnologiche e di mercato. Prevede inoltre incentivi per investimenti, ricerca e sviluppo, produzione europea e catene di approvvigionamento più resilienti.
L’intesa costituisce una posizione negoziale condivisa dai due Paesi: non modifica automaticamente le norme dell’Unione. Il passaggio successivo sarà il confronto con gli altri governi e con le istituzioni europee.
La preferenza europea passa da fabbriche e componenti
Nella visione dei due governi, la “preferenza europea” deve tradursi nella capacità di trattenere sul territorio investimenti, competenze e attività produttive.
Il ministro tedesco dell’Ambiente Carsten Schneider ha spiegato che Berlino e Parigi intendono ricalibrare le regole sulle emissioni, sugli acquisti pubblici e sugli incentivi per favorire la produzione in Europa. Alle imprese viene chiesto di utilizzare i nuovi margini per investire negli stabilimenti e sostenere l’occupazione.
La questione riguarda quindi l’intera filiera: sviluppo delle tecnologie, componentistica, assemblaggio e approvvigionamenti. La competitività della transizione dipenderà anche dalla capacità di distribuire questi investimenti lungo la catena produttiva.
Merz: un segnale per gli investimenti
Il cancelliere Friedrich Merz ha presentato l’accordo come un pacchetto fondato su libertà di scelta, apertura tecnologica e rispetto degli obiettivi climatici, definendolo un segnale favorevole agli investimenti industriali.
La dichiarazione comune esprime la volontà di procedere rapidamente verso un’intesa europea. Per Parigi e Berlino, la trasformazione del settore deve consolidare la base industriale del continente e la sua competitività internazionale.
I costruttori chiedono ulteriori margini
L’associazione europea dei costruttori ACEA ha accolto la posizione franco-tedesca come un passo avanti per i negoziati sul pacchetto automobilistico, apprezzando il richiamo alla neutralità tecnologica.
L’organizzazione ritiene però ancora insufficienti alcune flessibilità proposte e segnala difficoltà nei requisiti sulla produzione europea. La reazione mostra che il confronto resta aperto anche all’interno dell’industria.
L’accordo franco-tedesco offre dunque una base politica per proseguire il negoziato. La sua efficacia dipenderà dal testo finale delle misure e dalla capacità di trasformare gli incentivi in investimenti, innovazione e occupazione duratura.
