(AGENPARL) - Roma, 14 Ottobre 2026 - La rappresentante delle Nazioni Unite segnala progressi nel dialogo, mentre avverte sui rischi legati alla divisione delle istituzioni, alla fragilità della sicurezza e alla disinformazione.
NEW YORK — Progressi incoraggianti, ma ancora sfide significative sulla strada verso una Libia stabile e unita. È il quadro delineato da Hanna Tetteh, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite e responsabile della missione UNSMIL, nel briefing del 14 ottobre al Consiglio di sicurezza.
Al centro dell’intervento figura l’accordo firmato a Tripoli il 30 agosto nell’ambito del formato negoziale ristretto denominato Smaller Convening. Tetteh lo considera un passaggio importante per superare lo stallo politico, sottolineando però che gli impegni devono tradursi in risultati concreti.
L’intesa per rilanciare il percorso elettorale
L’accordo affronta due punti della tabella di marcia sostenuta dall’ONU: la ricostituzione del consiglio della Commissione elettorale nazionale e la soluzione delle questioni ancora aperte nel quadro costituzionale e legislativo delle elezioni.
L’intesa prevede inoltre un percorso verso elezioni presidenziali e legislative entro un periodo non superiore a 24 mesi, sotto un’autorità esecutiva unica. UNSMIL ha chiarito che la firma rappresenta una tappa del processo, la cui attuazione resta responsabilità delle parti libiche.
La divisione delle istituzioni resta un nodo
Secondo Tetteh, il percorso elettorale non può essere separato dalle più ampie difficoltà istituzionali del Paese, inclusa la frammentazione del sistema giudiziario.
Il tema era già stato affrontato nella riunione del formato ristretto del 4 ottobre a Tunisi. In quell’occasione, i partecipanti avevano sottolineato la necessità di tutelare l’indipendenza della magistratura e di sottrarla alle rivalità politiche, per preservare l’integrità delle elezioni e favorire l’accettazione dei risultati.
Sicurezza fragile e attenzione al sud
Nel briefing, Tetteh ha descritto la situazione della sicurezza come fragile, pur riconoscendo segnali positivi nella cooperazione tra le istituzioni militari e di sicurezza dell’est e dell’ovest.
Per la Libia meridionale, ha indicato come priorità il rafforzamento della presenza dello Stato, una migliore gestione delle frontiere e risposte alle richieste delle comunità locali sull’accesso ai servizi.
L’allarme su disinformazione e incitamento all’odio
La rappresentante ONU ha denunciato la diffusione di disinformazione e messaggi d’odio contro rifugiati, migranti, operatori umanitari e personale delle Nazioni Unite. Le preoccupazioni della popolazione sulla migrazione, ha sostenuto, devono trovare risposta in politiche responsabili, dialogo e informazioni verificate.
Ha inoltre avvertito che il rifiuto di un confronto costruttivo e la retorica incendiaria possono irrigidire le posizioni, indebolire il compromesso e favorire iniziative unilaterali capaci di compromettere il processo politico o alimentare la violenza.
La richiesta al Consiglio di sicurezza
Tetteh ha sollecitato incentivi e garanzie concrete per sostenere il percorso negoziale, chiedendo che chi ostacola il processo elettorale sia chiamato a risponderne. La fragilità politica, economica e della sicurezza, ha ricordato, rende urgente l’azione delle parti anche per le conseguenze sulla stabilità regionale.
Il messaggio conclusivo resta di fiducia: la strada verso una Libia stabile, unita e prospera è ancora lunga, ma l’obiettivo rimane raggiungibile.
