(AGENPARL) - Roma, 13 Ottobre 2026 - diritto alla casa"*
La proposta di Legge regionale n. 106, a prima firma De Berti e Tomaello,
in discussione in II Commissione consiliare,
rappresenta l'ennesimo atto di guerra sociale promosso dalla destra veneta
e dall'amministrazione comunale veneziana contro le classi popolari e i
lavoratori a basso reddito.
Sotto la falsa bandiera della "riforma del social housing", di fatto si
vuole sottrarre un numero potenzialmente illimitato di alloggi ATER
dall'Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) di Venezia destinata alle
famiglie in graduatoria, per convertirli in alloggi da destinare a ceti con
maggiore capacità di spesa.
Si tratta di un vero e proprio esproprio al contrario: si toglie a chi ha
meno per fare profitto!
Siamo infatti di fronte a un tentativo sfrontato di pulizia etnico-sociale
nel centro storico e nelle isole di Venezia: invece di combattere la
povertà e la speculazione immobiliare che sta svuotando Venezia, la destra
sceglie di colpire le famiglie a basso reddito per far spazio a fasce più
solvibili.
È la logica del profitto che travolge i diritti umani fondamentali. Mentre
in Veneto oltre 10.000 famiglie (di cui più di 2000 nella sola Venezia)
attendono da anni l'assegnazione di un alloggio pubblico, centinaia di case
ATER restano sbarrate e lasciate al degrado perché i fondi per le
manutenzioni non vengono spesi. Invece di investire risorse pubbliche per
riattivare e assegnare le case popolari immediatamente a chi ne ha diritto
e bisogno, la Regione e il Comune preparano il terreno per la loro
sottrazione alle graduatorie e la loro messa a reddito.
Chiediamo il ritiro della proposta e ribadiamo che la casa è un diritto,
non una merce: dunque il social housing non può essere usato come cavallo
di Troia per depredare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica
costruito con le tasse di lavoratrici e lavoratori.
Lisa Gerusa: segretaria federazione metropolitana Venezia del Partito della
Rifondazione Comunista/Sinistra Europea
Comunista/Sinistra Europea
