(AGENPARL) - Roma, 13 Ottobre 2026 - Raphaël Glucksmann ha vinto nettamente le primarie della sinistra socialdemocratica francese per le presidenziali del 2027, imponendosi già al primo turno con circa il 66% dei voti. Il leader di Place Publique ha superato di larga misura il primo segretario socialista Olivier Faure e l’ex candidata presidenziale Ségolène Royal, assumendo così il ruolo di candidato sostenuto dal Partito Socialista e dai suoi alleati di centrosinistra.
Secondo i risultati diffusi dagli organizzatori, alla consultazione hanno partecipato oltre 120.000 elettori. Glucksmann ha ottenuto circa il 66,1%, Faure poco più del 14% e Royal il 7,6%.
Glucksmann prova a costruire una “sinistra democratica”
Dopo la vittoria, Glucksmann ha presentato la sua candidatura come il tentativo di costruire un polo socialdemocratico ed europeista capace di distinguersi sia dal campo macronista sia dalla sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon.
Il leader di Place Publique ha escluso un accordo con La France Insoumise, puntando invece a riunire socialisti, ecologisti moderati, socialdemocratici e una parte dell’elettorato centrista. Le Monde descrive la sua strategia come il tentativo di proporsi come alternativa sia al centrismo che ha dominato la presidenza Macron sia alla leadership di Mélenchon sulla sinistra.
Glucksmann ha inoltre posto al centro della propria campagna il contrasto al Rassemblement National di Marine Le Pen, invitando la sinistra moderata a presentarsi come una forza capace di governare e di competere per l’Eliseo.
Un profilo europeista e favorevole all’Ucraina
Eurodeputato dal 2019 e fondatore di Place Publique, Glucksmann ha costruito negli ultimi anni un profilo fortemente europeista.
Tra i suoi temi principali figurano il rafforzamento della difesa europea, il sostegno all’Ucraina, la politica industriale comune e una maggiore integrazione dell’Unione Europea. Sul piano interno, la sua piattaforma comprende anche aumento dei salari, tassazione delle grandi eredità e rilancio della scuola pubblica.
Questi elementi lo rendono vicino ad alcune priorità dell’area che ha sostenuto Emmanuel Macron, ma Glucksmann cerca di differenziarsi maggiormente su welfare, giustizia sociale e ambiente.
La rottura con Mélenchon
Uno dei nodi principali della campagna sarà il rapporto con la sinistra di Mélenchon.
Glucksmann ha chiarito di non voler ricostruire un’alleanza con La France Insoumise. La divisione rende però più complesso il percorso verso il secondo turno, perché l’elettorato progressista potrebbe presentarsi frammentato tra più candidati.
La vittoria alle primarie ha comunque modificato gli equilibri interni: per la prima volta da decenni il Partito Socialista sosterrà per l’Eliseo un candidato che non proviene direttamente dalle proprie file.
I sondaggi: Le Pen avanti, Glucksmann ancora distante
La vittoria alle primarie non significa però che Glucksmann sia già competitivo per l’accesso al secondo turno.
Il barometro Toluna Harris Interactive pubblicato il 12 ottobre, realizzato su un campione di 2.004 elettori iscritti alle liste, colloca Marine Le Pen al primo posto con un consenso compreso tra il 35% e il 37%, a seconda dello scenario testato.
Jean-Luc Mélenchon si attestava tra il 18% e il 19%, mentre Édouard Philippe oscillava intorno al 13-17% a seconda delle configurazioni. Glucksmann risultava tra il 10% e l’11%. Il sondaggio, tuttavia, è stato realizzato tra il 5 e l’8 ottobre, quindi prima del voto conclusivo delle primarie.
Questo dettaglio è importante: la candidatura appena ufficializzata potrebbe modificare le intenzioni di voto nelle rilevazioni successive.
La sfida con il campo macronista
Un altro fronte decisivo riguarda l’elettorato moderato ed europeista.
Glucksmann dovrà competere con esponenti provenienti dall’area che ha sostenuto Macron, tra cui Édouard Philippe e Gabriel Attal, cercando di attrarre gli elettori di centrosinistra senza perdere quelli più tradizionalmente socialisti.
Il suo problema principale sarà quindi trasformare la larga vittoria all’interno delle primarie in un consenso nazionale molto più ampio.
Sei mesi per cambiare gli equilibri
Con le presidenziali del 2027 sempre più vicine, Glucksmann parte da una posizione politicamente rafforzata ma ancora distante dai candidati più forti nei sondaggi.
La sua strategia appare chiara: costruire un fronte socialdemocratico ed europeista autonomo da Mélenchon, recuperare parte dell’elettorato macronista e presentarsi come principale alternativa progressista a Marine Le Pen.
La vittoria con oltre il 66% alle primarie gli garantisce ora una base politica e organizzativa importante. La questione centrale sarà capire se riuscirà a trasformarla in un consenso sufficiente per entrare nella competizione per il secondo turno.
