(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2026 - "Dopo oltre due anni di audizioni, confronti, emendamenti, arriva in aula il ddl Locatelli per il riconoscimento dei caregiver familiari. Si tratta di una proposta deludente, perché divisiva, lontana dalla realtà e discriminatoria. Gli unici a cui vengono riconosciuti pochi diritti, poche tutele e un minimo riconoscimento economico sono i caregiver familiari conviventi, prevalenti, che rinunciano al lavoro e fanno almeno 91 ore di assistenza settimanale, 13 ore al giorno, feste comprese. Parliamo di meno di 1 euro all'ora". Lo dichiara la deputata e capogruppo PD in Commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi durante la discussione generale sul ddl caregiver.
"Con questa proposta il governo afferma che la cura deve rimanere un destino ineluttabile della propria vita, un fatto privato, domestico, familiare, femminile: eppure parliamo di 12 milioni di caregiver familiari, un esercito invisibile di donne e uomini che oggi sostengono il nostro welfare, sostituendosi allo Stato. Parliamo di figli, fratelli, genitori, amici, vicini di casa – continua – che si prendono cura degli altri, spesso in solitudine, facendosi carico di ogni difficoltà. Parliamo di cura e assistenza a 4 milioni di persone non autosufficienti e a 3 milioni con fragilità o disabilità a cui questa legge non offre risposte concrete: i caregiver chiedono servizi di sollievo, sostegno psicologico, informazioni chiare, formazione, interventi di sostegno programmati o in emergenza, per uscire da isolamento sociale con condizioni di salute spesso cagionevoli e burnout severi nel 70% dei casi. Ai caregiver non servono bonus contro la povertà, ma servizi veri e una legge che riconosca la loro dignità, per tutti".
Per Malavasi "lo Stato oggi non è in grado di prendere in carico la transizione demografica perché i servizi o non ci sono o sono insufficienti, con liste di attesa infinite. La soluzione per i tempi e le risorse non può solo essere quella di aggiungere finanziamenti e replicare modelli che non faticano a dare risposte. C'è bisogno di pensieri nuovi, di più integrazione sociale e sanitaria, di più prevenzione e sostegno all'invecchiamento attivo e di una nuova cultura della cura che sia coraggiosa e sappia guardare a un futuro solidale e inclusivo".
"I caregiver sono il pilastro su cui questo Paese si regge ogni giorno. Non sono una soglia ISEE, un monte ore, un raggio di chilometri. Hanno un nome, una vita, spesso di rinunce e solitudine, e meritano rispetto. La sfida oggi è trasformare la cura da destino privato delle donne a responsabilità politica condivisa: la cura è un valore ma va riconosciuta e redistribuita. Solo così il tempo di cura potrà diventare davvero una misura di libertà e non il luogo nascosto in cui si continuano a riprodurre le disuguaglianze. Il Governo Meloni in quattro anni non ha fatto alcuna politica per le donne e ancora una volta continua a umiliarle senza riconoscere quella parità di cui hanno diritto", conclude Malavasi.
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