(AGENPARL) - Roma, 2 Ottobre 2026 - Il rischio Paese dell’Argentina è salito venerdì 2 ottobre fino a 650 punti base, raggiungendo il livello più elevato del 2026 e proseguendo la fase di rialzo osservata nelle ultime sedute. L’indicatore elaborato da JPMorgan risultava in aumento di circa il 2,2% a metà giornata.
La nuova impennata arriva dopo che giovedì il rischio Paese aveva chiuso a 636 punti, in crescita del 4,8% rispetto alla seduta precedente. Il movimento si inserisce in una fase di maggiore volatilità per i titoli argentini e, più in generale, per il debito dei mercati emergenti.
Milei attribuisce il rialzo al contesto internazionale
Il presidente argentino Javier Milei, parlando davanti a investitori a Parigi nell’ambito dell’Argentina Week, ha attribuito il rialzo del rischio Paese alle tensioni e alle condizioni internazionali. Ha inoltre affermato che, in caso di una sua rielezione, si aspetta una forte riduzione dell’indicatore.
Milei ha però riconosciuto che l’aumento del rischio percepito sui titoli argentini e il conseguente costo più elevato del finanziamento stanno condizionando il livello degli investimenti.
Il rischio Paese misura infatti il differenziale di rendimento richiesto dagli investitori rispetto ai titoli del Tesoro statunitense: un suo aumento segnala una maggiore remunerazione richiesta per detenere debito argentino.
Il peso dei tassi internazionali
Le oscillazioni dei rendimenti dei Treasury statunitensi hanno avuto un ruolo importante nelle ultime sedute.
Giovedì, il rialzo dei tassi americani aveva contribuito a mettere sotto pressione il debito argentino e altri asset emergenti. Venerdì, invece, i rendimenti dei Treasury sono scesi dopo la pubblicazione di dati sul mercato del lavoro statunitense più deboli delle attese.
In questo quadro, i bond sovrani argentini in dollari mostravano venerdì un recupero medio di circa lo 0,5%, nonostante il rischio Paese restasse intorno ai 650 punti.
Merval e ADR con andamento contrastante
Sul mercato azionario la situazione appariva più stabile rispetto alla seduta precedente.
A metà mattinata il S&P Merval di Buenos Aires guadagnava circa lo 0,4%, mentre tra gli ADR delle società argentine quotate a New York prevalevano i rialzi, anche se con andamenti differenziati tra i diversi titoli.
Il quadro rappresentava un parziale recupero rispetto a giovedì, quando il Merval aveva chiuso in calo e diversi ADR argentini avevano registrato perdite superiori al 5%.
Il costo del finanziamento resta un nodo centrale
Il livello di 650 punti base mantiene elevato il costo potenziale di accesso dell’Argentina ai mercati finanziari internazionali.
Un rischio Paese elevato tende infatti a tradursi in rendimenti più alti richiesti dagli investitori sui titoli sovrani, con possibili conseguenze anche sulle condizioni di finanziamento dell’economia privata.
L’evoluzione dell’indicatore nelle prossime settimane dipenderà sia dalle condizioni finanziarie internazionali sia dall’andamento dei titoli argentini e dalle aspettative degli investitori sulla politica economica del Paese.
