(AGENPARL) - Roma, 30 Settembre 2026 - Dichiarazioni dell'Assessore al Traffico e ai Parcheggi
Ho letto le dichiarazioni della consigliera De Stasio ma ritengo doveroso fornire ai cittadini alcuni chiarimenti, perché la ricostruzione proposta appare parziale e, in più punti, non corrispondente alla reale situazione della sosta in città.
Innanzitutto, quando ho parlato di circa 3.000 posti liberi, mi riferivo ovviamente alle medesime aree urbane interessate dalla sosta regolamentata e non all'intero territorio comunale. Sarebbe infatti privo di senso conteggiare quartieri come Libertà, Capodimonte o Pacevecchia, che non rientrano nel sistema delle strisce blu e che, pertanto, altererebbero qualunque analisi comparativa.
Anche gli esempi portati dalla consigliera dimostrano una conoscenza incompleta del sistema attualmente in vigore. Si sostiene che alcune zone siano ormai integralmente interessate dalla sosta a pagamento. Non è così.
La realtà è che questa Amministrazione non ha stravolto il sistema della sosta cittadina. Le aree a pagamento sono rimaste sostanzialmente quelle esistenti, con alcuni limitati adeguamenti destinati a migliorare l'organizzazione e la rotazione degli stalli.
Analogamente, meritano una precisazione le critiche rivolte all'abbonamento mensile da 25 euro.
Tale misura è stata introdotta per agevolare lavoratori, dipendenti, studenti e cittadini che necessitano di soste prolungate. È però evidente che un abbonamento di questo tipo non possa garantire la sosta illimitata in qualunque striscia blu della città. Per questa ragione sono state individuate specifiche aree, per circa 400 posti auto complessivi, nelle quali l'abbonamento è utilizzabile. La scelta risponde ad una logica molto semplice: destinare la sosta lunga alle aree più idonee e garantire invece la necessaria rotazione nelle zone commerciali, negli uffici pubblici e nei punti della città caratterizzati da una maggiore domanda di parcheggio. Se gli abbonati occupassero per l'intera giornata gli stalli delle aree più centrali, reperire parcheggio diventerebbe ancora più difficile per cittadini, utenti e attività economiche. Venticinque euro per trenta giorni rappresentano una condizione particolarmente vantaggiosa, ma non equivalgono all'acquisto di un posto auto riservato in qualsiasi strada della città.
Anche sul tema della pianificazione occorre fare chiarezza. La consigliera De Stasio richiama il Piano Urbano Parcheggi come se costituisse un presupposto necessario per gli interventi adottati dall'Amministrazione. In realtà confonde strumenti e funzioni profondamente diversi. Le modifiche apportate alla disciplina della sosta e alla regolamentazione di singole aree cittadine rientrano nelle ordinarie attività di gestione e programmazione della mobilità urbana e non necessitavano dell'approvazione preventiva di alcun piano. Si tratta di provvedimenti che un'Amministrazione comunale può adottare nell'esercizio delle proprie competenze per migliorare la circolazione, favorire la rotazione degli stalli e rispondere alle esigenze concrete della città.
Mi permetto infine di dissentire dalle affermazioni formulate dalla consigliera sugli Ausiliari della sosta. Si tratta di operatori formati e regolarmente autorizzati che svolgono un servizio previsto dalla legge, con compiti, responsabilità e doveri ben precisi nell'ambito della regolamentazione della sosta cittadina. Per questa ragione ritengo che genericamente invitare i cittadini a non pagare o a non riconoscere l'attività svolta dagli ausiliari sia un messaggio improprio e poco rispettoso nei confronti di lavoratori che esercitano funzioni pubbliche nell'interesse della collettività.
L'Amministrazione resta disponibile al confronto, purché si fondi su numeri, atti e fatti concreti. La mobilità urbana è un tema serio e complesso e merita un dibattito fondato sulla realtà dei dati, non su ricostruzioni approssimative che rischiano soltanto di creare confusione tra i cittadini.
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