(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2026 - *Francesco Redi e il "Bacco in Toscana": a Montepulciano un simposio per
restituire al mondo del vino un tratto fondamentale della sua storia*
/Il 9 ottobre studiosi, istituzioni e mondo vitivinicolo si incontrano
per approfondire il valore storico, letterario e scientifico dell'opera
di Redi e il legame con Montepulciano/
Montepulciano si prepara ad accogliere, il prossimo 9 ottobre, una
giornata di studio dedicata a Francesco Redi, in occasione dei 400 anni
dalla sua nascita, e in particolare al suo celebre "Bacco in Toscana",
opera cardine della cultura enologica italiana e testimonianza ancora
oggi preziosa del rapporto tra vino, territorio, letteratura e ricerca.
Il simposio nasce con l'obiettivo di riportare al centro dell'attenzione
un capitolo significativo della storia del vino, valorizzando il
contributo di Redi nella costruzione di un immaginario culturale che ha
attraversato i secoli e continua a parlare al presente.
*"Quando Bacco giunse in Toscana. Francesco Redi: poesia, scienza, arte
e cultura del vino nel Granducato degli ultimi Medici e nella
Montepulciano medicea".* Questo il titolo del convegno, promosso dal
Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e dal Comune di
Montepulciano, che rappresenterà un momento di studio e confronto tra
competenze diverse, chiamate a rileggere la figura dello scienziato,
medico, naturalista e letterato aretino attraverso la lente del "Bacco
in Toscana", componimento che nel Seicento celebrò vini, luoghi e
identità della regione, contribuendo a fissare nella memoria europea il
prestigio delle sue produzioni. In questo contesto, Montepulciano assume
un ruolo centrale: non solo come luogo evocato nell'opera
("Montepulciano d'ogni vino è il re"), ma come comunità che intende
custodire e rilanciare una tradizione fondata sulla qualità, sulla
conoscenza e sulla consapevolezza delle proprie radici, tanto che le
celebrazioni dedicate all'anniversario dalla nascita del celebre
studioso, già cominciate lo scorso 19 giugno, confluiranno in una mostra
dal 20 marzo al 27 giugno 2027.
L'appuntamento del 9 ottobre offrirà l'occasione per restituire al mondo
del vino un tassello importante della sua storia e della ricerca sul
passato, mettendo in relazione fonti, saperi e prospettive
contemporanee. Il dialogo tra studiosi e rappresentanti del territorio
permetterà di evidenziare come la cultura del vino non sia soltanto
espressione produttiva, ma anche patrimonio di narrazioni, relazioni,
linguaggi e visioni che hanno contribuito a definire l'identità della
Toscana e dell'Italia nel mondo.
alla figura e all'eredità di Redi: dalla lettura storica e letteraria
del "Bacco in Toscana" al ruolo dell'opera nella rappresentazione dei
territori del vino; dal rapporto tra scienza, osservazione naturalistica
e cultura materiale del Seicento alla fortuna europea del testo; fino al
valore simbolico del celebre riferimento a Montepulciano, divenuto nel
tempo una delle più autorevoli attestazioni della reputazione del suo
vino. Saranno inoltre affrontati i temi della trasmissione delle fonti,
della ricerca archivistica e del modo in cui la riscoperta di documenti,
studi e interpretazioni possa contribuire oggi a rafforzare il racconto
identitario del Vino Nobile e del vino in generale.
L'iniziativa si inserisce nel percorso che accompagnerà il territorio
verso le celebrazioni del 2027, culminando nella grande mostra
internazionale prevista a partire da marzo, dedicata a Francesco Redi e
al suo "Bacco in Toscana". Un progetto culturale di respiro
internazionale che renderà omaggio all'autore che per primo contribuì a
consacrare il vino toscano come patrimonio letterario, culturale e
identitario, portando il nome di Montepulciano nelle più prestigiose
corti europee. Il simposio sarà quindi anche un'anteprima ideale del
percorso culturale che condurrà come detto alla mostra del 2027,
rafforzando il legame tra ricerca storica, promozione del territorio e
valorizzazione del Vino Nobile di Montepulciano. L'evento è in
collaborazione con la Fondazione Cantiere Internazionale d'Arte di
Montepulciano e dalla Società Storica Poliziana e si inserisce nel
programma di Valdichiana 2026 Capitale Toscana della Cultura.

