(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2026 - Roma, 28 set. – "Secondo quanto riportato dalla stampa, a Reggio Emilia una donna è stata aggredita mentre faceva benzina e due persone sono rimaste ferite perché sono intervenute ad aiutarla. Questo gravissimo episodio ci fa rabbrividire perché la nostra quotidianità è stata violata: non siamo più sicuri nemmeno nel fare benzina, ma soprattutto anche chi prova a soccorrere una persona aggredita rischia di rimetterci la vita.
Tutte le piste devono essere verificate, compresa l'eventuale presenza di elementi di radicalizzazione o di emulazione rispetto ad altri episodi avvenuti recentemente in Emilia-Romagna. Se così fosse, la sinistra dovrebbe chiedersi se il suo modello di integrazione stia funzionando. Per anni ci è stato spiegato che per integrarci dovevamo essere noi a fare un passo indietro: il crocifisso tolto per non disturbare, il presepe e le recite di Natale messi in discussione, le nostre tradizioni considerate un problema e persino il principio del merito piegato alle diverse sensibilità. Ma l'integrazione non può significare chiedere agli italiani di rinunciare alla propria identità e alle proprie regole. Chi vive in Italia deve rispettare le regole italiane, la nostra cultura, i nostri valori e la nostra convivenza civile. Non servono allarmismi, ma nemmeno alibi. Servono risposte. Perché la nostra vita quotidiana e la sicurezza delle persone non possono essere sacrificate in nome di un modello di integrazione remissivo verso il nostro stile di vita".
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