(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - costi si valutano prima, non dopo*
«Le parole del ministro Pichetto Fratin sono sconcertanti: dice che non è
il momento di valutare i costi del nucleare, ma di definirne il quadro
giuridico e le procedure. È il contrario: prima di impegnare il Paese per
decenni bisogna dire agli italiani quanto costerà e quanto peserà sulle
bollette.
I numeri europei parlano chiaro. L'EPR di Flamanville era partito da circa
3,3 miliardi di euro e la Corte dei conti francese ne ha quantificato il
costo complessivo in 23,7 miliardi. Hinkley Point C, nel Regno Unito, è
arrivato a una stima equivalente a circa 48 miliardi di euro correnti, con
la prima unità prevista nel 2030 e il rischio di ulteriori ritardi. Non si
confondano le vecchie centrali già ammortizzate con quelle nuove che
l'Italia dovrebbe costruire e pagare.
Pichetto vuole dunque definire regole e autorizzazioni e solo dopo
chiedersi quanto costerà: un assegno in bianco. Dica invece quanto costerà
un MWh delle centrali che vuole costruire, quando entreranno in funzione e
chi pagherà gli extracosti. Il governo dica perché sono state truccate le
schede sugli SMR, dove si scambiano processi autorizzativi con impianti
attivi, che in realtà nel mondo non ci sono, o meglio, ce ne sono solo due.
Mentre famiglie e imprese pagano oggi un prezzo dell'energia tra i più alti
d'Europa, il governo insegue un nucleare costoso e lontano nel tempo invece
di accelerare su rinnovabili, accumuli, reti ed efficienza. Gli italiani
non saranno il bancomat dell'avventura nucleare del governo Meloni».
