(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - [image.png]
Alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, siglato l'accordo tra le cinque istituzioni universitarie della rete MERITA e l'Università Bocconi per ampliare il progetto MeMo e rendere l'orientamento uno strumento di equità e mobilità sociale. "Apriamo una nuova fase in cui trasformiamo l'esperienza maturata in un modello stabile e nazionale" dichiara il Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini
In allegato alcune foto del convegno (fonte Scuola Superiore Sant'Anna)
PISA, 24 settembre. A un anno dal diploma è iscritto all'università l'84% di chi ha almeno un genitore laureato, contro il 66% di chi proviene da una famiglia in cui nessuno dei genitori ha conseguito una laurea. Un divario di diciotto punti percentuali che mostra quanto l'origine familiare continui a incidere sulle opportunità formative e sulle scelte universitarie.
Per contribuire a ridurre questa distanza, le cinque istituzioni universitarie della rete MERITA – Scuola Superiore Sant'Anna, Scuola Normale Superiore, Collegio Superiore dell'Università di Bologna, Scuola Galileiana di Studi Superiori dell'Università di Padova e Scuola Superiore di Studi Avanzati Sapienza Università di Roma – hanno siglato un nuovo accordo con l'Università Bocconi. L'obiettivo è dare continuità e ampliare la portata di MeMo – Merito e Mobilità Sociale, il programma di orientamento rivolto a studenti e studentesse con genitori non laureati.
L'accordo è stato ufficializzato durante il convegno per la giornata conclusiva di MERITA, che si è svolto questa mattina presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. I principi fondanti sono quelli sanciti dall'articolo 34 della Costituzione, secondo cui "i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Mezzi che non sono soltanto economici: informazioni, reti, modelli di riferimento e familiarità con il mondo universitario possono incidere profondamente sulla possibilità di immaginare l'università come una scelta concretamente accessibile.
"Il vero diritto allo studio significa dare a ciascuno la possibilità di realizzare la versione migliore di sé stessi, a prescindere dalle condizioni economiche di partenza. Oggi non chiudiamo soltanto un progetto che ha coinvolto più di 4.000 studentesse e studenti e ha permesso di costruire una rete capace di rendere la formazione di eccellenza più accessibile. Apriamo una nuova fase di MeMo in cui trasformiamo l'esperienza maturata in un modello stabile e nazionale" dichiara Anna Maria Bernini, Ministro dell'Università e della Ricerca.
Al tema dei first-generation students – i primi in famiglia a frequentare l'Università – è stato dedicato l'intervento di Marco Romito, professore associato dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha approfondito il peso dell'origine familiare, delle risorse e delle aspettative sulle scelte universitarie. Questa condizione si intreccia spesso anche con un background migratorio: secondo AlmaLaurea, soltanto il 23% dei laureati di seconda generazione ha almeno un genitore laureato.
Dal merito alle opportunità: il confronto tra Sabina Nuti e Marta Cartabia
Il volume ricostruisce e analizza l'esperienza di MeMo, il programma avviato dalla Scuola Superiore Sant'Anna nel 2013 per studenti e studentesse con genitori non laureati. Il modello supera una concezione dell'orientamento limitata alla presentazione dell'offerta formativa: prevede l'intercettazione attraverso le scuole, un accompagnamento prolungato, il tutoraggio tra pari e occasioni immersive di conoscenza della vita universitaria.
Proprio dai temi e dalle evidenze del volume ha preso le mosse il dialogo tra Sabina Nuti e la prof.ssa Marta Cartabia, Prorettrice all'Impegno Sociale e agli Affari Istituzionali dell'Università Bocconi, sul significato contemporaneo del merito e della mobilità sociale e sul ruolo delle università.


