(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - il 24 di settembre e il 20 ottobre le più importanti sigle sindacali
Europee manifesteranno a Strasburgo e Bruxelles contro la normativa
europea che permette alle nuove imprese di scegliere il regime giuridico
che vogliono, tra quelli dei 27 paesi europei. Le conseguenze sul piano
del dumping sociale della concorrenza al ribasso, soprattutto dal lato dei
diritti di chi lavora, all' interno della stessa unione europea
sono evidenti.
La Sinistra Europea e Rifondazione comunista sostengono la mobilitazione
dei sindacati europei e lavorano per la più ampia convergenza.
Paolo Benvegnù: Responsabile nazionale Lavoro del Partito della
Rifondazione Comunista
Anna Camposampiero: Responsabile esteri del Partito della Rifondazione
Comunista
questo il comunicato:
La Sinistra Europea esprime il proprio pieno sostegno alle mobilitazioni
promosse dai sindacati europei contro il rischio di dumping sociale e
invita a partecipare in massa agli incontri e alle manifestazioni in
programma il 24 settembre a Bruxelles, organizzati dalla Confederazione
Europea dei Sindacati (CES), e il 20 ottobre a Strasburgo, davanti al
Parlamento europeo, organizzati da CGT, FO, CFDT, CFTC, UNSA e CES.
Al centro di queste mobilitazioni vi è la proposta legislativa europea nota
come "28° regime", che rischia di indebolire le tutele dei lavoratori e di
favorire una corsa al ribasso tra i sistemi sociali e del lavoro degli
Stati membri dell'UE.
Per la sinistra europea, si tratta di una questione cruciale. L'Unione
europea non può continuare a smantellare i diritti dei lavoratori
consentendo al contempo alle imprese di scegliere il quadro giuridico e
sociale più vantaggioso per ridurre salari, diritti e tutele.
L'Europa deve muoversi nella direzione opposta: convergenza verso l'alto
dei diritti sociali e lavorativi, contrattazione collettiva più forte,
salari dignitosi ed efficace protezione contro ogni forma di dumping
sociale e salariale.
La proposta di un ventottesimo regime giunge inoltre in un momento in cui
le istituzioni europee promuovono con forza la competitività, la
deregolamentazione e la mobilitazione di ingenti risorse per il riarmo. Non
possiamo accettare che, mentre la spesa militare aumenta, ai lavoratori
venga chiesto ancora una volta di pagare il prezzo della competitività
attraverso un indebolimento dei diritti e delle tutele sociali.
Più riarmo e meno diritti non possono rappresentare il futuro dell'Europa.
La Sinistra Europea sostiene pertanto le mobilitazioni sindacali a
Bruxelles e Strasburgo e ritiene fondamentale costruire un'alleanza europea
tra forze politiche, sindacati e movimenti sociali per difendere i diritti
sociali e dei lavoratori in tutta Europa, nonché per opporsi a ogni
tentativo di trasformare il Mercato Unico in uno strumento di competizione
al ribasso. La Sinistra Europea auspica la necessaria unità sindacale per
difendere i diritti di tutti i lavoratori europei.
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