(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - MEMORIA DINAMICA E LEZIONE DI STORIA"
Fogliano di Redipuglia (GO), 24 settembre 2026 – "La cultura della Difesa
custodisce la memoria e il ricordo di ogni Caduto, nessuna storia può
essere dispersa e nessun sacrificio può restare vano", così il
Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella oggi al Sacrario
Militare di Redipuglia per la cerimonia di rimpatrio dalla Slovenia delle
spoglie di 32 militari italiani, rimasti ignoti, caduti durante la 1^
Guerra Mondiale sul Fronte dell'Isonzo. Ad accompagnare il Sottosegretario,
il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Carmine
Masiello ed il Capo dell'Ufficio per la Tutela della Cultura e della
Memoria della Difesa (UTCMD), Generale di Corpo d'Armata Andrea Rispoli.
"Onorare i Caduti – continua Rauti – non è passatismo né presentismo, è
consapevolezza di una memoria dinamica che diventa patrimonio comune
ideale. Conoscere le proprie radici consolida l'identità nazionale e ci
ricorda che abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti di tutti i
Caduti".
Le spoglie dei soldati italiani sono stati rinvenuti nel 2022 in territorio
sloveno – che all'epoca del 1° conflitto mondiale era parte della linea
delle nostre trincee; a distanza di 4 anni tornano in Patria grazie
all'impegno delle Autorità italiane e slovene "un lavoro comune, segno di
rispetto reciproco tra popoli un tempo avversari e oggi costruttori di
pace", evidenzia la Senatrice. Il rimpatrio dei resti mortali si inserisce
nell'ambito delle attività di recupero dei militari italiani caduti fuori
dai confini nazionali e conferma l'impegno costante dell' UTCMD nella
ricerca dei dispersi e nell'identificazione dei militari ignoti. Dopo la
commemorazione odierna, le 32 urne saranno tumulate nel Sacrario Militare
di Oslavia (Udine).
Al Sacrario di Redipuglia riposano oltre 100.000 spoglie di caduti italiani
nella Grande Guerra, "i Sacrari Militari sono tutti tempio di storia:
visitarli è un obbligo morale per chi vuole comprendere il passato e
contribuire alla costruzione di un futuro identitario, consapevole delle
proprie radici; averne cura è un dovere che spetta alla Difesa" dichiara il
Militare del Leiten, ad Asiago e del Sacrario di Castel Dante a Rovereto
(Trento), così come gli importanti interventi di rifacimento al complesso
monumentale di El Alamein, in Egitto.
"Tramandare la memoria è una responsabilità morale della 'cultura della
Difesa' ed un dovere che rinsalda il vincolo tra chi è caduto ed i militari
che ogni giorno – in Patria ed all'estero – si impegnano per costruire,
mantenere e difendere la sicurezza e la libertà" conclude Rauti.




