(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - "Siamo di fronte a un Governo letteralmente in armi contro la natura, totalmente isolato dall'opinione pubblica ma deciso a tirare dritto per rispondere soltanto alle cinghie di trasmissione delle lobby corporative e dei produttori di armi. Alla Commissione Agricoltura della Camera si continua a portare avanti a tappe forzate il Ddl 'caccia selvaggia', in un clima surreale e nell'indifferenza totale verso il Paese reale". Lo dichiarano in una nota le deputate del Partito Democratico Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
"I dati parlano chiaro: il 67% degli italiani – fonte Ipsos Doxa – chiede una maggiore tutela per la fauna selvatica e una riduzione della caccia, l'82% dei cittadini chiede più sicurezza nella caccia per evitare che le conseguenze ricadono sui residenti delle aree rurali e solo il 5% auspica una liberalizzazione della caccia" sottolineano le dem.
"Ma ciò nonostante – continuano – la destra si chiude in un silenzio omertoso e rifiuta di fare chiarezza sui nodi cruciali del ddl. Il ministro Lollobrigida non riferisce al Parlamento né la prevista relazione sullo stato di attuazione della Legge 157/92, né sull'utilizzo effettivo dei fondi destinati ai danni da ungulati previsti dalla legge di bilancio 2023, e continua a ignorare le emergenze sanitarie come i casi di influenza aviaria e di Peste Suina Africana (PSA) causati anche da immissioni di uccelli selvatici e pratiche barbare come la braccata.
"Chiediamo che la maggioranza fermi immediatamente questo scempio anticostituzionale e rispetti la volontà della schiacciante maggioranza degli italiani. È una riforma che non piace né ai cacciatori tradizionali né ai cittadini di centrodestra, ma che serve solo a soddisfare i diktat estremisti e le pretese del mercato delle armi", concludono Evi e Prestipino.
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