(AGENPARL) - Roma, 24 Settembre 2026 - *Ciclovie di Puglia, verso una nuova economia dei territori. Dalla Regione
due nuovi interventi da 26,7 milioni.*
*Decaro e Piemontese: "Ogni chilometro realizzato produca mobilità
sostenibile, cura del paesaggio e opportunità di economia sostenibile"*
Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire,
manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici,
per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un'infrastruttura
capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di "Ciclovie di Puglia. Per
un turismo diffuso e una nuova economia dei territori", quinta delle
giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari,
con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni,
federazioni sportive e amministrazioni locali.
"Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni
comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante
della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del
turismo per la nostra Regione. ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in
Puglia hanno utilizzato una ciclovia. n questi anni abbiamo fatto
investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del
Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese e la
Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica. Oggi è arrivato il momento
di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste
infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse
infrastrutture per creare un'unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i
servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio,
alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro. Una serie di
attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi
complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di
euro" ha dichiarato il presidente della Regione Puglia *Antonio Decaro.*
"Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le
governa. Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300
chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione
stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare,
standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse
pluriennali dedicate. Non significa necessariamente creare un nuovo ente,
ma costruire una nuova funzione di governo della rete. E su questa base
pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia:
collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare
opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e
servizi digitali. Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri
realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e
nell'economia che riesce ad attivare nei territori" è il commento
dell'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità *Raffaele *
*Piemontese.*
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica
regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione
della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge
una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto
Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto
Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e
Internazionalizzazione). Spazio, inoltre, agli interventi degli
stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike
Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi
della Calabria),
Donato Sabatella (presidente dell'Associazione Operatori della Ciclovia dei
Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti
(CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del
Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall'assessore *Piemontese* c'è un
modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e
accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti,
che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di
standard e livelli di servizio comuni. A questo modello potrebbe
affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e
manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di
nuove infrastrutture.
"Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle
ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei
percorsi come questioni residuali –: una ciclovia è un'opera che finisce
quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando
quel cantiere chiude".
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha
raggiunto una dimensione significativa. Sulla Ciclovia dell'Acquedotto
Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in
progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro. Sulla
Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra
Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si
aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell'agro di
Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete
regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell'Acquedotto
Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si
affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento
già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con
6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni
ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni
di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre
mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e
nuova vita per i territori attraversati. Il primo, con una dotazione pari
a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le
risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per
interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle
intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR
code e strumenti digitali, con l'obiettivo di realizzare aree di sosta
attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e
paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio
diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in
punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di
beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli
ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e
cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di
ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi
scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio
pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a
liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete. La
Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di
misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS,
ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità,
contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel
tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l'intermodalità ferro-bici. L'obiettivo è
connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili
urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma
nodi di una rete. Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con
la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza
l'itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze
tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi,
accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con
paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L'obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio
pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche,
Comuni, operatori dell'ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive –
per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte
politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l'economia sostenibile,
destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di
lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne. La Regione assicura
programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a
costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno
alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali
della Puglia.
Link video dichiarazione Decaro
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Link video dichiarazione Piemontese
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Link video immagini copertura
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Privo
di virus.





