(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2026 - *"Trieste oggi deve parlare all'Italia. Una città a lungo lacerata, divisa,
armata contro se stessa su un confine armato, che ha vissuto i massimi
persecuzione deve essere oggi il simbolo di una dichiarazione permanente:
mai più tutto questo". Lo ha detto oggi la senatrice Tatjana Rojc (Pd),
ricordando in aula l'annuncio dell'emanazione dei decreti ufficiali con le
discriminazioni contro i cittadini ebrei, fatto da Benito Mussolini a
Trieste il 18 settembre 1938.
"Le leggi razziali furono una vergogna dello Stato fascista – ha detto Rojc
– una scelta italiana non un'imposizione esterna, come lo fu la guerra
d'aggressione a fianco dei nazisti".
concentramento. Comincia prima, quando qualcuno stabilisce che una persona
è diversa. Quando si decide che la sua origine, la sua religione, la sua
lingua o la sua appartenenza sono sufficienti per renderla meno cittadina
degli altri. Comincia quando le parole dell'odio entrano nel linguaggio
pubblico e smettono di scandalizzare. E diventa ancora più pericolosa
quando quelle parole arrivano nelle leggi".