(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2026 - *Foreste di Puglia: riconosciuto il Bosco vetusto "Falascone" e approvate
le nuove linee guida per i vivai forestali*
*Paolicelli: "Tutela del patrimonio esistente e investimento sul futuro:
rafforziamo una strategia regionale per foreste più resilienti e capaci di
affrontare i cambiamenti climatici"*
La tutela dei boschi che custodiscono la memoria naturale del territorio e,
allo stesso tempo, un investimento sulla capacità delle nuove generazioni
di foreste di adattarsi ai cambiamenti climatici. È lungo questo filo che
si muovono i due provvedimenti approvati dalla Giunta regionale pugliese,
che rafforzano la strategia regionale per la valorizzazione, la
conservazione e la promozione del patrimonio forestale e vivaistico.
La Giunta ha riconosciuto lo status di Bosco Vetusto alla foresta
"Falascone", ricadente nel demanio forestale regionale della Foresta Umbra,
in agro di Monte Sant'Angelo. Si tratta del terzo riconoscimento effettuato
dalla Regione Puglia dopo Sfilzi, nel territorio di Vico del Gargano, e
Pavari, a Monte Sant'Angelo. Per Sfilzi il riconoscimento regionale è stato
seguito, ad agosto, dall'inserimento ufficiale nella Rete nazionale dei
Boschi Vetusti istituita dal MASAF. Mentre per Pavari è ora previsto il
successivo decreto ministeriale.
Con Falascone si completa dunque il percorso di individuazione delle tre
aree della Foresta Umbra candidate dalla Regione nell'ambito delle attività
realizzate con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali
dell'Università della Tuscia. I Boschi Vetusti sono ecosistemi forestali
nei quali la presenza di specie autoctone e l'assenza di significative
interferenze umane per almeno sessant'anni hanno consentito lo sviluppo di
processi naturali di rigenerazione e senescenza, con un elevato valore in
termini di biodiversità.
Il riconoscimento non si limita alla tutela. La Regione ha previsto anche
azioni di promozione e valorizzazione dei Boschi Vetusti, attraverso
attività di divulgazione ambientale e forestale, visite guidate, iniziative
didattico-educative e un'adeguata segnaletica informativa. L'obiettivo è
rendere questi luoghi sempre più conosciuti e accessibili, trasformandoli
anche in un'opportunità per il turismo naturalistico, scientifico e
sostenibile, senza comprometterne gli equilibri ecologici. La stessa legge
regionale in materia di foreste individua, infatti, tra le finalità della
politica forestale anche la didattica, l'educazione ambientale e la
promozione del turismo scientifico e sportivo.
Il secondo provvedimento invece punta alla tutela degli ecosistemi
forestali già esistenti attraverso le Linee guida di programmazione
gli indirizzi per la programmazione delle attività dei vivai forestali
regionali, con particolare attenzione alla produzione, conservazione e
diffusione di materiale forestale di moltiplicazione di specie autoctone e
di provenienza certificata, nel rispetto delle condizioni fitosanitarie e
delle caratteristiche ambientali dei territori di destinazione.
Una programmazione che punta quindi a rafforzare il ruolo dei vivai
forestali non soltanto come luoghi di produzione di piante, ma come
infrastrutture strategiche per la conservazione della biodiversità e la
rigenerazione del patrimonio forestale pugliese. L'attività vivaistica
regionale si inserisce, infatti, nell'attuazione della Strategia Forestale
Nazionale e nell'obiettivo di migliorare la produzione e il controllo della
provenienza dei materiali forestali di moltiplicazione, rafforzando anche
il ruolo dei boschi da seme. La Regione ha inoltre previsto nel 2026
incentivi specifici per lo sviluppo della vivaistica forestale privata.
I due provvedimenti delineano così una strategia che tiene insieme
conservazione, conoscenza, produzione e futuro: da una parte la protezione
degli ecosistemi forestali che hanno raggiunto un elevato grado di
naturalità, dall'altra la capacità di programmare oggi il patrimonio
vegetale che dovrà caratterizzare i boschi pugliesi di domani.
"Con il riconoscimento di Falascone compiamo un altro passo importante
nella tutela del patrimonio forestale pugliese e portiamo a tre i Boschi
Vetusti riconosciuti dalla Regione nella Foresta Umbra – dichiara
l'assessore regionale all'Agricoltura e allo Sviluppo rurale*, Francesco
Paolicelli* -. Ma tutelare ciò che abbiamo ereditato significa anche
prepararci a ciò che verrà. Per questo affianchiamo alla conservazione dei
boschi vetusti una programmazione vivaistica sempre più qualificata,
fondata sulle specie autoctone, sulla provenienza certificata e sulla
biodiversità. Vogliamo rafforzare gli investimenti nella ricerca e nella
conservazione delle risorse genetiche, anche attraverso una vera e propria
banca del seme che ci consenta di studiare, selezionare e mettere a dimora
specie e materiali capaci di maggiore resilienza rispetto alla siccità,
alle temperature più elevate e agli altri effetti dei cambiamenti
climatici. È una strategia che guarda al patrimonio forestale non come a
qualcosa da custodire soltanto, ma come a una risorsa viva da conoscere,
proteggere e far crescere nel tempo".