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SCUOLA, CAVANDOLI (LEGA): DIVIETO DI CLASSI-GHETTO, IDEA DELLA SINISTRA CHE OGGI CRITICA
Roma, 22 set. – "La vera integrazione non consiste nel mettere insieme persone con difficoltà linguistiche e poi abbandonarle a se stesse. Significa insegnare l'italiano, garantire una didattica efficace, evitare le classi-ghetto e dare a ogni ragazzo la possibilità di sentirsi pienamente parte della comunità scolastica. È esattamente il contrario della discriminazione che la sinistra continua ad agitare come spauracchio ogni volta che si prova a mettere ordine. E lo stesso vale per il velo integrale: burqa e niqab non possono essere liquidati semplicemente come una questione di libertà religiosa. Esiste una differenza evidente tra la libertà di professare la propria fede e la pretesa di sottrarsi alle regole che valgono per tutti, cioè il divieto di utilizzare, senza giustificato motivo, mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico. Alla sinistra che oggi grida allo scandalo di fronte al provvedimento del ministro Valditara ricordiamo una cosa molto semplice: le disposizioni contro le classi-ghetto non le ha inventate il centrodestra. Nel 1999, infatti, durante il Governo D'Alema, con Sergio Mattarella vicepresidente del Consiglio, il DPR 394 stabiliva già che la distribuzione degli alunni stranieri dovesse evitare classi con una presenza straniera predominante.
La pretestuosa polemica della sinistra odierna cozza contro gli stessi principi che i suoi governi hanno riconosciuto: distribuire gli studenti in modo equilibrato significa garantire una didattica migliore, favorire l'apprendimento dell'italiano e impedire la formazione di classi-ghetto. Non significa discriminare e non significa 'spostare i pacchi'.
E allora basta con le ipocrisie: la vera integrazione passa dalla conoscenza della lingua, dal rispetto delle regole e da una scuola che funzioni per tutti. La Lega continuerà a difendere una scuola capace di integrare davvero, senza ideologie e senza buonismi: chi viene in Italia deve avere diritti, ma deve anche rispettare le regole".