(AGENPARL) - Roma, 21 Settembre 2026 - "Le audizioni di oggi in prima commissione affari costituzionali alla Camera hanno confermato l'esistenza di molteplici potenziali vizi di costituzionalità del testo della legge elettorale, così come approvato dal Senato.
Il numero di firme richiesto per la presentazione delle liste a soggetti non presenti in Parlamento è di fatto una soglia di sbarramento occulta e irragionevole che altera la competizione.
In Molise e la Basilicata, ad esempio, il numero di firme supera abbondantemente l'1% degli elettori.
Di fatto il numero minimo di firme richieste ammonta a minimo 294.000, un dato superiore ai voti ottenuti nel 2022 da partiti che oggi hanno potuto costituire un gruppo alla Camera in questa legislatura e quindi saranno esentati dalla raccolta nel 2027.
La cancellazione della norma delle quote di genere nei capilista bloccati è in aperto contrasto con l'art.51 della Costituzione.
Invece di promuovere le pari opportunità si torna indietro senza alcuna motivazione di merito.
Il collegio mondo per il Senato voluto dalla maggioranza, poi, è l'esatto contrario della necessità di favorire il rapporto di conoscenza eletto-elettore, oltre a presentare la criticità di costi spropositati per le campagne elettorali.
Ci sarebbe quindi bisogno di una terza lettura vera alla Camera, altrimenti credo ci dovrà pensare la Corte Costituzionale con un ulteriore sconfitta per il Parlamento nel suo insieme".