(AGENPARL) - Roma, 21 Settembre 2026 - "Le audizioni di oggi in Commissione Affari costituzionali hanno confermato che su questa legge elettorale permangono forti dubbi di incostituzionalità, e molte critiche a partire dalla disciplina delle firme ma anche dal meccanismo delle preferenze e dalla reale possibilità per gli elettori di scegliere i propri rappresentanti. È la conferma di quanto sia stata falsa la fanfara della presidente del Consiglio sulla reintroduzione del voto di preferenza. Anche oggi è stato chiarito che, con i capilista bloccati, solo una parte molto limitata dei parlamentari sarà effettivamente scelta dagli elettori. Parlare di reintroduzione delle preferenze come se si restituisse ai cittadini la piena possibilità di scegliere i propri rappresentanti è dunque una rappresentazione che non corrisponde alla realtà. E altrettanto grave è la cancellazione delle garanzie sulla rappresentanza di genere per i capilista. Dopo anni di battaglie per una presenza equilibrata delle donne nelle istituzioni, rischiamo di approvare una legge che può determinare una riduzione della rappresentanza femminile in Parlamento. Le audizioni hanno dunque messo ancora una volta in evidenza tutte le criticità di una legge che appare costruita per esigenze di parte e che, proprio per questo, avrebbe bisogno di un confronto serio invece di essere portata avanti a tappe forzate. Prima ancora di chiedersi chi possa essere avvantaggiato da questa legge, la maggioranza dovrebbe preoccuparsi di garantire agli italiani un sistema elettorale pienamente rispettoso dei principi costituzionali e del diritto degli elettori a scegliere i propri rappresentanti". Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Partito democratico in Commissione Affari costituzionali della Camera.
Roma, 21 settembre 2026