(AGENPARL) - Roma, 18 Settembre 2026 - «Sulla quota del 10% dell'imposta di soggiorno occorre fare immediatamente
chiarezza. Non è accettabile pensare di modificare unilateralmente un
equilibrio costruito dal Consiglio comunale scaricando ancora una volta
sugli operatori economici costi, responsabilità e adempimenti».
Lo dichiarano congiuntamente Ottavio Zacco, presidente della VI Commissione
consiliare Attività Produttive, Teresa Leto, vicepresidente, e i
consiglieri Dario Chinnici, Leonardo Canto e Fabio Teresi, intervenendo
sulla proposta di eliminazione della quota riconosciuta alle strutture
ricettive.
La questione riguarda l'articolo 11 del vigente Regolamento comunale
sull'imposta di soggiorno, approvato dal Consiglio comunale con
deliberazione n. 73 del 9 aprile 2024. Il Comune stesso indica attualmente
tra i procedimenti dell'Area Entrate il riconoscimento ai gestori di una
commissione del 10% a titolo di rimborso, collegata alle spese sostenute
per la riscossione.
«Ricordiamo che il regolamento è stato approvato dal Consiglio comunale e
che la sua eventuale modifica deve necessariamente passare dall'Aula.
L'Amministrazione attiva può avanzare le proprie proposte e rappresentare
le esigenze finanziarie dell'Ente, ma sarà il Consiglio comunale,
nell'esercizio delle proprie prerogative, a esprimersi sulle modifiche
regolamentari».
La VI Commissione sottolinea inoltre come, negli ultimi anni, la Presidenza
del Consiglio comunale e le Commissioni abbiano costruito un metodo fondato
sul confronto preventivo con le categorie produttive, ascoltando operatori
e associazioni prima delle decisioni che incidono direttamente sulle
attività economiche della città.
«Quel metodo non può essere abbandonato proprio su un settore strategico
come il turismo. Gli albergatori e i gestori delle strutture ricettive non
possono essere considerati semplicemente degli esattori gratuiti per conto
del Comune. Riscuotono l'imposta, effettuano gli adempimenti, gestiscono i
pagamenti e provvedono ai relativi versamenti. Sono attività che comportano
organizzazione, personale, responsabilità e costi».
Il portale comunale conferma che il gestore è tenuto alla riscossione, al
rilascio della quietanza e al successivo versamento dell'imposta al Comune.
«Il turismo palermitano sta producendo risorse importanti per la città. Lo
stesso Comune ha comunicato che dal 2023 sono stati incassati oltre 30
milioni di euro attraverso l'imposta di soggiorno e che per il 2026 è
previsto un gettito di circa 12 milioni di euro. Non riteniamo quindi
corretto aprire una contrapposizione con gli operatori che quotidianamente
contribuiscono concretamente alla riscossione di queste somme».
La Commissione annuncia pertanto l'avvio immediato del confronto:
«Nei prossimi giorni convocheremo le associazioni di categoria e i
rappresentanti delle strutture ricettive. Li ascolteremo prima di assumere
qualsiasi posizione sulle eventuali modifiche regolamentari. Su una materia
così delicata non accetteremo scorciatoie né decisioni precostituite: il
confronto deve avvenire nelle sedi istituzionali competenti e coinvolgendo
chi ogni giorno lavora e investe nel turismo palermitano».
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![[Comune Palermo] Imposta di soggiorno. Nota della VI Commissione consiliare](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)