(AGENPARL) - Roma, 17 Settembre 2026 - "Quanto accaduto a Milano è gravissimo. Esprimo la mia piena solidarietà al rabbino aggredito e a tutta la comunità ebraica milanese. Essere insultati e aggrediti per strada perché riconoscibili attraverso i simboli della propria fede è qualcosa che deve allarmare tutti. Quando una persona viene colpita in quanto ebrea, musulmana, cristiana o appartenente a qualsiasi altra comunità religiosa, non viene ferita soltanto quella persona: viene colpito il principio fondamentale per cui ciascuno deve poter vivere liberamente la propria identità e la propria fede senza avere paura.
L'antisemitismo è una forma specifica e terribile di odio, con una storia che ha segnato l'Europa e la storia dell'umanità. Non può essere minimizzato, relativizzato né tollerato. Va riconosciuto e contrastato con strumenti adeguati sul piano culturale, educativo, sociale e giuridico.
Dobbiamo inoltre avere anche la capacità di lavorare sulle matrici comuni dell'odio. Antisemitismo, islamofobia e razzismo hanno storie e manifestazioni specifiche, che non vanno confuse, ma condividono meccanismi profondi: la costruzione dell'altro come minaccia, la generalizzazione, il pregiudizio, la disumanizzazione, fino alla legittimazione della discriminazione e della violenza.
Per questo contrastare ogni forma di odio significa comprendere che la società pacifica della convivenza si difende attraverso un principio indivisibile: nessuno deve essere discriminato, intimidito o aggredito per ciò che è, per la propria origine o per la propria fede.
Una democrazia è davvero sicura soltanto quando ciascuno può camminare per strada mostrando ciò che è, senza che questo lo trasformi in un bersaglio".