(AGENPARL) - Roma, 16 Settembre 2026 - Nelle scorse ore una ventina di medici sono stati sottoposti a
perquisizioni e interrogatori, pur non essendo ad oggi indagati, per aver
dichiarato che le condizioni di salute di alcuni cittadini immigrati, che
erano in fase di trattenimento nei centri permanenti per i rimpatri (CPR),
non potevano essere trattenuti. Ovviamente è montata l'accusa delle destre
contro i "camici rossi" rei di aver permesso la liberazione di
"clandestini", potenzialmente pericolosi e da rimpatriare. Proviamo a
fermarci al giuramento di Ippocrate che il medico è tenuto a rispettare,
indipendentemente da condizionamenti esterni. I CPR sono per loro natura
luoghi inadatti al trattenimento di chiunque, i tanti casi di suicidio
tentato o riuscito ne sono la controprova, l'uso e l'abuso, richiesto o,
sembra, indotto di psicofarmaci ed ansiolitici per superare lo stress di
lunghi periodi di detenzione nel nulla e senza aver commesso reati penali,
è oramai oggetto di ampia letteratura. Tutto quanto accade in quei luoghi
diviene inevitabilmente discrezionale e se si ha la fortuna – già questo è
terribile – di incontrare medici coscienziose/i che effettuano una
comparazione fra l'invivibilità del luogo di trattenimento e le condizioni
psicofisiche del trattenuto, è quasi inevitabile che ci si pronunci per il
diniego alla permanenza nel centro. Si tratta di diagnosi che hanno ben
poco di ideologico, si basano o su una decisione basata sulla medicina
preventiva affinché una persona già provata non subisca un crollo ulteriore
o sul fatto che già all'ingresso le condizioni di salute sono incompatibili
persino col tentativo di rimpatrio. Una scelta delicata che a volte può
anche salvare una vita ed è questo che i medici sono chiamati a fare,
rischiando di eccedere magari, ma le cui diagnosi non possono essere messe
in discussione da un potere politico o da logiche di propaganda. Intimidire
i medici che rispettano il loro giuramento, limitarne il ruolo, questo si
che andrebbe configurato come reato. Per questo Rifondazione Comunista non
può che essere al fianco dei professionisti a cui si vuole impedire di
esercitare legittimamente la propria professione.
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
