(AGENPARL) - Roma, 16 Settembre 2026 - "Fabio Mussi era uomo di radicati convincimenti morali e politici, tenace nel perseguire gli obiettivi in cui riversava tutta la sua energia e intelligenza" Così in aula alla Camera, il deputato democratico Piero Fassino ha ricordato Fabio Mussi in un discorso affettuoso e commosso in cui l'ultimo segretario dei Ds ha ripercorso la sua carriera politica: da quando nel '69, componente più giovane membro del Comitato Centrale, Mussi fu tra i soli tre a votare contro la espulsione dei promotori del Manifesto, "in tempi in cui infrangere la disciplina di partito era assai meno accettato di oggi". "Visse in prima persona l'evoluzione politica e culturale impressa al PCI da Enrico Berlinguer – ha ricordato Fassino – riconoscendosi nelle sue scelte coraggiose – il compromesso storico, l'austerità, la NATO, l'Europa, l'eurocomunismo – e ispirandosi alla sua lezione politica e morale. Per questo – ha proseguito – quando nell'89 Achille Occhetto, con un coraggio spesso non adeguatamente riconosciuto, propose di considerare esaurita la storia del PCI e di dar vita al Partito Democratico della Sinistra, Fabio non ebbe esitazioni e di quella "svolta" fu uno dei più combattivi e convinti sostenitori. Era uomo di saldi convincimenti da cui non defletteva – ha sottolineato Fassino – e ne diede ennesima dimostrazione quando dissentì dalla decisione di dar vita al Partito Democratico. "Io mi fermo qui", parole pronunciate con vera sofferenza per una scelta che lo allontanava da quella comunità in cui aveva identificato la propria vita. Ma non archiviò la sua passione politica, dedicandosi a progetti di rifondazione della sinistra, mai animato da alcuna forma di settarismo, mantenendo sempre spirito critico e tensione unitaria. Con nostalgia e gratitudine – ha concluso Fassino – gli mando da questa aula che lo ha visto per anni autorevole parlamentare della Repubblica un ultimo affettuoso saluto, abbracciando la sua famiglia e in particolare la sua compagna Luana, le figlie Gaia e Valentina a cui ha dedicato tanto amore e dedizione".
Roma, 16 settembre 2026