(AGENPARL) - Roma, 14 Settembre 2026 - 'Il ritardo con cui il Governo sta completando una delega votata dal parlamento a fine 2024 è la conferma della disattenzione del governo verso un tema fondamentale per la vita dei cittadini: il diritto alla mobilità e alla sicurezza sulle nostre strade. Dopo quasi due anni dall'approvazione del nuovo codice il Governo chiede l'ennesima proroga di un mese per completare il percorso dopo aver attivato il confronto con Comuni e associazioni soltanto all'ultimo minuto in pieno agosto presentando un testo di ben 1075 pagine"
Lo ha detto in Aula a Montecitorio Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e deputato Pd, intervenendo sulla proroga della legge sulla riforma del Codice della strada.
'Il governo – ha aggiunto – ascolti le richieste delle amministrazioni locali, che ogni giorno devono governare concretamente la mobilità nelle nostre città. E nel nuovo Codice non solo non c'è una vera svolta sulla mobilità sostenibile ma nella versione elaborata dal Mit sparisce proprio ogni riferimento alla parola: quando quello di cui abbiamo bisogno come indicato dalla Segretaria Elly Schlein nel discorso di Reggio Emilia è un significativo sostegno del trasporto pubblico, degli interventi nelle città per sostenere tutta la mobilità, compresa quella ciclabile e pedonale, e garantire un vero riequilibrio dello spazio urbano'.
'È un approccio ideologico – ha sottolineato Casu – che continua a mettere al centro l'automobile privata e considera la moderazione della velocità quasi una battaglia politica. Ma la sicurezza stradale si misura con i dati: dove sono state introdotte le Città 30, gli scontri e le vittime sono diminuiti. Le grandi città europee e alcune amministrazioni lungimiranti in Italia, da Bologna a Roma, così come Milano e Torino ma anche amministrazioni di centrodestra come Olbia e Treviso lo hanno capito da tempo'.
'Salvini ascolti i sindaci e smetta di ostacolare le politiche che rendono le nostre città più sicure e vivibili. Il Codice della strada deve dare ai Comuni più strumenti per governare la mobilità, non limitarne l'autonomia".
Roma, 14 settembre 2026