(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2026 - Presentata interrogazione al governo
Cinque società, prive di dipendenti e con capitali sociali particolarmente contenuti, hanno presentato in Toscana progetti agrivoltaici per oltre 100 megawatt. In base a quanto emerge da articoli di stampa, sembrerebbe che le società in questione hanno in comune le stesse caratteristiche emerse dalle visure camerali consultate dalla stampa. E cioè nessun dipendente, 2500 euro di capitale, proprietà Shikun & Binui Energy Europe Bv, amministratore delegato Yuval Skornik, lo stesso dell'intero dipartimento energetico di Shikun & Binui.
È quanto dichiarano i deputati Dem Emiliano Fossi, Marco Simiani, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Simona Bonafe, Arturo Scotto e Federico Gianassi, che hanno presentato un'interrogazione parlamentare ai Ministri dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
"Davanti a investimenti di questa dimensione non possono esserci zone d'ombra. Abbiamo verificato un elemento che riteniamo estremamente preoccupante: la società israeliana Shikun & Binui Ltd. risulta al numero 136 della banca dati predisposta dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, in cui figurano le imprese coinvolte in attività negli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Sempre da fonti giornalistiche apprendiamo che Shikun & Binui Ltd. è coinvolta in molte opere che hanno comportato gravi danni alle proprietà palestinesi nei territori occupati.
Questo elemento non consente, di per sé, di attribuire responsabilità alle società che hanno presentato i progetti in Toscana. Tuttavia, rende necessario verificare con la massima attenzione l'eventuale esistenza di rapporti societari, partecipazioni, controlli diretti o indiretti e ogni altro collegamento con la società israeliana Shikun & Binui e con il relativo gruppo.
Con la nostra interrogazione chiediamo quindi ai Ministri competenti di accertare chi siano effettivamente i soggetti che controllano le società interessate, quali siano le loro reali disponibilità finanziarie, da dove provengano le risorse destinate agli investimenti e se esistano strutture societarie, partecipazioni incrociate o altri meccanismi che possano rendere difficile individuare proprietà, controllo e responsabilità.
Chiediamo al Governo di intervenire con tutte le azioni opportune che dovessero rendersi necessarie, nell'ambito delle proprie competenze, qualora dalle verifiche emergano elementi di criticità.
La transizione energetica è una priorità e l'Italia ha bisogno di investimenti nelle energie rinnovabili. Ma gli investimenti devono essere trasparenti, tracciabili, riconducibili a soggetti solidi non coinvolti in azioni che violano il diritto internazionale.
Per questo riteniamo indispensabile che il Governo faccia chiarezza, nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea e degli obblighi internazionali.
Roma, 11 settembre 2026