(AGENPARL) - Roma, 6 Settembre 2026 - TRIPOLI – Il presidente del Consiglio Presidenziale libico, Mohammed Al-Manfi, ha ribadito il sostegno dell’istituzione a ogni autentico accordo nazionale capace di avvicinare la Libia alle elezioni presidenziali e parlamentari, sottolineando che la legittimità politica deve derivare dalla volontà dei cittadini e non da nuovi meccanismi destinati a prolungare indefinitamente la fase di transizione.
Al-Manfi è intervenuto nel corso di un incontro tenuto domenica presso la sede del Consiglio Presidenziale a Tripoli con numerosi ambasciatori e rappresentanti diplomatici accreditati in Libia.
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della Repubblica Democratica del Congo, Qatar, Italia, Russia, Algeria, Francia, Regno Unito, India, Cina, Somalia, Egitto, Tunisia, Pakistan e Grecia.
Al centro dell’incontro il futuro del processo politico
Secondo quanto riferito dall’ufficio stampa del Consiglio Presidenziale, il confronto ha riguardato gli ultimi sviluppi politici, economici e di sicurezza e gli sforzi necessari per arrivare a una soluzione complessiva della crisi libica.
L’obiettivo indicato resta il superamento delle ripetute fasi transitorie attraverso lo svolgimento di elezioni presidenziali e parlamentari fondate su solide basi giuridiche e costituzionali, evitando esclusioni ed emarginazioni.
Il capo del Consiglio Presidenziale ha ribadito che l’istituzione è pronta a sostenere qualsiasi consenso nazionale effettivo che abbrevi il periodo di transizione e renda concretamente più vicino il ritorno alle urne.
«No ad accordi che prolunghino la transizione»
Al-Manfi ha tracciato però una distinzione precisa tra gli accordi funzionali al processo elettorale e quelli che rischiano, al contrario, di riprodurre gli attuali equilibri.
Il Consiglio Presidenziale, ha spiegato, sosterrà le intese capaci di completare il percorso giuridico e nazionale e tutelare il processo elettorale e le sue istituzioni, ma non quelle che finiscano per creare nuove strutture transitorie o prolungare quelle esistenti.
Il principio politico espresso da Al-Manfi è che ogni compromesso debba essere valutato sulla base della sua capacità di condurre realmente il Paese alle urne.
Preparare le elezioni mentre si risolvono le controversie
Un altro punto significativo riguarda le istituzioni elettorali già esistenti.
Secondo Al-Manfi, la loro presenza consente alla Libia di procedere con i preparativi elettorali parallelamente alla soluzione delle questioni ancora controverse, senza subordinare l’intero processo alla preventiva definizione di ogni dossier politico e istituzionale.
L’impostazione punta quindi a evitare che le divergenze ancora irrisolte diventino uno strumento per rinviare ulteriormente il voto.
Per il presidente del Consiglio Presidenziale occorre, nello stesso tempo, rispettare pienamente la sovranità dello Stato, le competenze delle istituzioni e le rispettive giurisdizioni.
Al-Manfi ha inoltre respinto qualsiasi percorso di accesso alle responsabilità pubbliche fondato sull’imposizione del fatto compiuto o sull’utilizzo di influenze politiche e finanziarie.
Corruzione e criminalità minacciano la fiducia nelle istituzioni
Il messaggio del presidente non si è limitato alla dimensione elettorale. Al-Manfi ha collegato il successo del processo politico alla capacità dello Stato di affrontare alcuni dei problemi strutturali che continuano a indebolire la fiducia dei cittadini.
Tra questi ha indicato la corruzione, il contrabbando delle risorse statali, la criminalità organizzata e l’impunità.
Per il capo del Consiglio Presidenziale, soluzione politica e Stato di diritto devono avanzare insieme. La ricerca di compromessi tra le forze politiche non può quindi trasformarsi in un’alternativa al rispetto della legalità, così come l’applicazione della legge non dovrebbe essere utilizzata per impedire la costruzione di una soluzione politica nazionale.
Si tratta di un passaggio centrale nella posizione espressa da Al-Manfi: la stabilità non può essere costruita esclusivamente attraverso nuovi accordi istituzionali, ma richiede anche trasparenza, responsabilità e tutela delle risorse pubbliche.
Appello alla comunità internazionale
Rivolgendosi ai rappresentanti diplomatici presenti, Al-Manfi ha chiesto ai partner internazionali di sostenere un processo autenticamente libico, accompagnato da tempistiche chiare, realistiche e concretamente attuabili.
Il ruolo della comunità internazionale, secondo questa impostazione, dovrebbe essere quello di favorire le condizioni necessarie per il successo del percorso senza sostituirsi alla volontà nazionale.
L’obiettivo finale deve rimanere lo svolgimento di elezioni libere ed eque, attraverso le quali ricostruire la legittimità delle istituzioni.
«La legittimità viene dal popolo libico»
È proprio sulla questione della legittimità che si concentra il messaggio politico più netto dell’incontro.
Al-Manfi ha ribadito che la fonte della legittimità è il popolo libico e che soltanto le urne possono fornire una risposta definitiva alla lunga successione di istituzioni e autorità transitorie che ha caratterizzato il Paese.
Le elezioni vengono quindi indicate non semplicemente come uno degli elementi della soluzione, ma come il passaggio attraverso il quale restituire ai cittadini la possibilità di determinare direttamente la futura architettura politica.
In una fase caratterizzata da nuovi negoziati e tentativi di ricomporre le divisioni istituzionali, la posizione del Consiglio Presidenziale può essere sintetizzata in un principio: sostenere gli accordi nella misura in cui conducono alle elezioni, evitando che il compromesso politico diventi invece lo strumento per creare una nuova transizione.
Per Al-Manfi, la strada per uscire definitivamente dalla crisi passa dunque dalla combinazione di consenso nazionale, Stato di diritto e voto popolare: tre condizioni considerate indispensabili per costruire istituzioni che traggano la propria autorità dalla volontà dei libici.
