(AGENPARL) - Roma, 4 Settembre 2026 - Negli ultimi mesi il confronto politico nel nostro Comune ha assunto toni che meritano una riflessione seria. Sempre più spesso assistiamo a incontri pubblici nei quali il confronto sulle idee e sulle scelte amministrative viene sostituito da sarcasmo, insinuazioni, attacchi personali e tentativi di delegittimare le istituzioni.
Da questo modo di fare politica il Comune di Ventasso prende nettamente le distanze.
Un conto è fare opposizione, un altro è trasformare la politica in una continua ricerca dello scontro, utilizzando dati e informazioni in modo strumentale e costruendo rappresentazioni artefatte della realtà.
E allora è bene ristabilire qualche verità.
Ventasso non è un Comune commissariato. Sindaco, Giunta e Consiglio comunale sono pienamente in carica e svolgono le funzioni loro attribuite dalla legge. Evocare continuamente l’immagine di un Comune “commissariato” non è una semplice battuta politica: significa alimentare nei cittadini una rappresentazione falsa e denigratoria delle istituzioni democraticamente elette.
Sul Bando Borghi sarebbe sufficiente leggere gli atti. Il progetto è stato scritto dal Comune ed è stato seguito attraverso un percorso amministrativo formalizzato, con atti e istruttoria che ne documentano i diversi passaggi. Si può contestare una scelta, non condividere un progetto o ritenere che una decisione avrebbe potuto essere diversa. Ma non si può riscrivere la realtà amministrativa a seconda della convenienza politica del momento.
E soprattutto, basta con gli attacchi personali. Definire il Sindaco “analfabeta” o denigrare continuamente con battute fuori luogo la macchina comunale non è opposizione politica. È un livello di linguaggio che non dovrebbe appartenere a chi ha alle spalle una lunga esperienza nelle istituzioni e nella politica locale.
Criticare è facile. Governare è difficile. Costruire è ancora più difficile. Amministrare significa assumersi responsabilità, prendere decisioni. Ed è proprio su questo che vorremmo aprire un confronto.
Qual è il progetto alternativo per Ventasso? Quali sono le proposte? Qual è l’idea di territorio, di servizi, di sviluppo e di futuro?
Su questi temi sentiamo solo critiche e nessuna risposta. Fare rete non significa necessariamente centralizzare. E soprattutto, non può diventare il pretesto per allontanare progressivamente servizi e funzioni dai territori montani.
Noi non vogliamo questo per Ventasso. Vogliamo un Comune capace di collaborare con gli altri territori senza rinunciare alla propria identità, alla propria presenza e ai servizi vicini ai cittadini. La politica dovrebbe avere il coraggio di dire dove vuole portare una comunità.
Non abbiamo bisogno di chi urla più forte o di chi insulta meglio.
Ed è arrivato il momento che siano i cittadini a chiedersi con chiarezza: chi vuole davvero rafforzare Ventasso e chi, invece, accetta o favorisce un modello nel quale servizi e funzioni vengono progressivamente spostati verso valle, trasformando la montagna in una periferia?