(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - *Comunicato stampa UniMORE*
Neurology apre nuove prospettive sui meccanismi della malattia*
Un importante risultato della ricerca dell'Università di Modena e Reggio
Emilia è stato pubblicato su Neurology, prestigiosa rivista internazionale
e organo ufficiale dell'American Academy of Neurology.
Lo *studio, coordinato dalla Prof.ssa Anna Elisabetta Vaudano*,
corresponding author del lavoro, con la Dott.ssa Alessia Casarini come
prima autrice e la Dott.ssa Alice Ballerini come co-corresponding author,
propone una nuova interpretazione dell'epilessia temporale a esordio
tardivo (Late-Onset Temporal Lobe Epilepsy, LO-TLE), una forma di epilessia
che insorge dopo i 50 anni e si associa frequentemente a disturbi cognitivi.
Negli ultimi anni la LO-TLE è stata spesso considerata una possibile
manifestazione precoce della malattia di Alzheimer. I risultati dello
studio modenese suggeriscono, invece, che una parte dei pazienti presenti
caratteristiche cognitive e biologiche differenti, indicando la *possibile
esistenza di meccanismi neurodegenerativi alternativi rispetto a quelli
tipici dell'Alzheimer*.
La ricerca ha confrontato pazienti con LO-TLE, soggetti sani e pazienti con
decadimento cognitivo lieve dovuto alla malattia di Alzheimer, integrando
valutazioni neuropsicologiche, tecniche avanzate di neuroimaging e
biomarcatori del liquido cerebrospinale.
Dall'analisi è emerso che i pazienti con LO-TLE presentano un profilo
cognitivo e biomolecolare distinto da quello osservato nella malattia di
Alzheimer. Un risultato che apre nuove prospettive per comprendere
l'origine di questa forma di epilessia e, in futuro, migliorare la
definizione dei percorsi diagnostici.
Lo studio nasce dalla *collaborazione tra l'AdvancedMRI Epilepsy Lab*,
coordinato dalla Prof.ssa *Anna Elisabetta Vaudano*, *e il gruppo di
Neurologia Cognitiva e Neuroimaging della Demenza*, coordinato dalla
Prof.ssa *Giovanna Zamboni*. L'integrazione delle competenze nell'ambito
dell'epilessia, del neuroimaging e delle malattie neurodegenerative ha
consentito una caratterizzazione multidimensionale dei pazienti, basata
sulla combinazione di dati clinici, cognitivi, neuroradiologici e biologici.
Il lavoro rappresenta inoltre il naturale proseguimento di uno studio
pubblicato nel 2025 sulla rivista Brain, che aveva già evidenziato
l'assenza di alterazioni strutturali cerebrali nei pazienti con LO-TLE.
«*Per anni il possibile legame tra epilessia temporale a esordio tardivo e
malattia di Alzheimer è stato al centro del dibattito scientifico* –
commenta la Prof.ssa *Anna Elisabetta Vaudano*, coordinatrice della ricerca
e corresponding author dello studio –. *I nostri risultati mostrano che
questa associazione non è sufficiente a spiegare tutti i casi. Identificare
pazienti con profili cognitivi e biologici distinti rappresenta un passo
fondamentale per comprenderne i meccanismi e sviluppare strategie
diagnostiche sempre più personalizzate*».
«*Questa pubblicazione su una delle più importanti riviste internazionali
del settore conferma ancora una volta l'eccellenza della Neurologia di
Unimore nella ricerca scientifica* – aggiunge il Prof. *Marco Vinceti*,
Neuroscienze –. *Un'attività di ricerca perfettamente integrata con
l'assistenza clinica svolta presso l'Unità Operativa di Neurologia
dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, all'Ospedale di
Baggiovara, diretta dalla Prof.ssa Stefania Mandrioli*».
Lo studio è stato sostenuto dalla Fondazione Epilessia LICE.
