(AGENPARL) - Roma, 2 Settembre 2026 - Link a | [ | Pedagogika_2026_5_Il tempo corre o scorre? ] |
Intervista a Fabio Porta a cura di Igor Guida
Onorevole Porta, il controllo del tempo è una questione rilevante, soprattutto in politica: le lungaggini amministrative in ogni campo sono senza speranza…?
È proprio vero: mentre il mondo interconnesso e digitalizzato corre sempre più velocemente, grazie alla disponibilità di informazioni in tempo reale a tutte le latitudini e le longitudini del pianeta, la politica e la pubblica amministrazione fanno fatica a dare risposte in tempi rapidi e soprattutto certi. Sarebbe grave e controproducente arrendersi, sia perché così verremmo meno all'imperativo morale di dare risposte utili al miglioramento della vita dei cittadini e quindi della società sia perché è proprio oggi che esistono le tecnologie per dare risposte in tempi adeguati e quindi rispettosi dei diritti dei cittadini. Il "fattore tempo" non può più essere una variabile indipendente per un politico o un bravo amministratore, ma la vera bussola sulla quale misurare il proprio operato, valutare il successo delle policies e pianificare il lavoro futuro.
La crisi della partecipazione politica dipende anche dal fatto che i cittadini non vedono risultati concreti in tempi compatibili con la loro vita. Quanto ci vorrà, e soprattutto cosa bisognerebbe fare per ricostruire un rapporto di fiducia?
La preoccupante diminuzione del numero dei Paesi pienamente democratici nel mondo e, all'interno di esse, l'altrettanto drammatica spirale negativa della partecipazione dei cittadini ai momenti di partecipazione ci impongono risposte concrete e soprattutto urgenti affinché questa tendenza sia invertita. Abbiamo poco tempo per intervenire, anche perché a fronte della lentezza delle risposte della politica avanzano inesorabilmente le tecnocrazie autocratiche e illiberali. Il quesito più complesso è quello relativo alle possibili soluzioni; personalmente ho sempre creduto alla forza dell'umiltà e quindi alla necessità di ascoltare non soltanto le richieste ma anche le proposte provenienti dalla comunità e in primo luogo dai più giovani. Negli ultimi decenni non siamo stati capaci di coinvolgerli nelle nostre decisioni proprio perché non siamo andati ad ascoltarli e quando lo abbiamo fatto raramente abbiamo fatto proprie le loro indicazioni.
Mentre i tempi delle leggi e delle istituzioni sono spesso così lunghi, la società oggi cambia e si comunica con una velocità senza precedenti: come sta evolvendo la comunicazione tra cittadini e politica?