(AGENPARL) - Roma, 1 Settembre 2026 - L'insegnamento dell'italiano agli stranieri è una cosa troppo importante
per essere affrontata come ha fatto di recente il ministro Valditara.
Imporre l'obbligo della frequenza di corsi di lingua ai genitori degli
studenti e delle studentesse di origine straniera con bassi rendimenti
scolastici significa trasformare in una sanzione quello che deve essere un
diritto. La ragione è semplice: i diritti vanno garantiti dallo Stato,
mentre le sanzioni sono a carico di chi le subisce. Ma questo è il modo
migliore per ostacolare l'inserimento degli stranieri residenti nel nostro
paese e per perpetuare forme di segregazione. Il discorso di Valditara,
dunque, punta soltanto ad alimentare l'odio contro i migranti su cui la
destra sta costruendo la sua propaganda in vista delle prossime elezioni.
Come Partito della Rifondazione Comunista riteniamo che, al contrario di
quello che sostiene il ministro, vada fatto un investimento importante per
garantire corsi di lingua accessibili a chiunque ne abbia bisogno, da
rendere compatibili con gli orari di lavoro. In decenni migliori di questo,
con le 150 ore di formazione garantita per le lavoratrici e i lavoratori,
la lingua italiana è diventata patrimonio comune. Prendiamo esempio.
Al contempo, le scuole devono essere dotate di mediatori
linguistico-culturali in grado di supportare le studentesse e gli studenti
di origine straniera nell'apprendimento della lingua. Agli stessi mediatori
va riconosciuto un inquadramento professionale adeguato: da sempre
sottopagati e assunti con contratti precari (forse perché anche loro con
background migratorio), essi devono diventare invece figure stabili del
panorama scolastico.
Il diritto all'apprendimento della lingua è indispensabile per
l'inserimento dei ragazzi e delle ragazze di origine straniera e delle loro
famiglie e garantirlo è vitale per costruire una società più coesa, meno
esposta al rischio di gravi lacerazioni sociali.
Rifondazione Comunista -Sinistra Europeam
