(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - Una nota del presidnete della I Commissione, Ubaldo Pagano (PD)
"Sono felicissimo per Vittoria e per la sua famiglia, e sono grato ai professionisti del Giovanni XXIII, del Di Venere e del Bambino Gesù. Ma la ricostruzione offerta dal presidente Cappellacci va corretta su un punto che non è secondario: quella bambina non è stata salvata dal Servizio sanitario nazionale. È stata salvata da due leggi della Regione Puglia, volute da Michele Emiliano e Fabiano Amati.
La SCID, l'immunodeficienza combinata grave diagnosticata a Vittoria a diciassette giorni di vita, non è nel pannello dello screening neonatale garantito dai LEA. È, invece, nel pannello pugliese perché la Regione, con la legge regionale del 2022 sullo screening neonatale super esteso e con la legge regionale del 2023 sul programma Genoma Puglia, ha deciso di finanziarlo con risorse proprie, andando oltre l'inerzia dello Stato.
Se Vittoria fosse nata altrove quel test molto probabilmente non le sarebbe stato offerto. È esattamente ciò che il presidente Cappellacci lamenta quando dice che la diagnosi precoce non deve dipendere dal luogo di nascita: peccato che oggi dipenda proprio da quello, e che a rimediare sia stata la Puglia, non il suo Governo".
