(AGENPARL) - Roma, 30 Agosto 2026 - La corsa verso le elezioni presidenziali francesi del 2027 entra progressivamente nel vivo e un nuovo sondaggio fotografa uno scenario politico particolarmente favorevole a Marine Le Pen. Secondo una rilevazione realizzata da Elabe per BFMTV e La Tribune Dimanche, la candidata del Rassemblement National risulterebbe infatti in grado di vincere il secondo turno contro tutti i principali avversari presi in considerazione.
Il dato assume particolare rilevanza perché le presidenziali del 2027 segneranno necessariamente l’apertura di una nuova fase politica. Emmanuel Macron non potrà infatti presentarsi per un terzo mandato consecutivo, lasciando aperta la competizione per la successione all’Eliseo.
La rilevazione, effettuata online tra il 26 e il 28 agosto su un campione di 1.500 adulti francesi, suggerisce che il Rassemblement National partirebbe da una posizione di forza non soltanto al primo turno, ma anche negli eventuali confronti diretti del ballottaggio.
Le Pen davanti a Philippe nel confronto più equilibrato
Tra gli scenari analizzati, quello più competitivo sarebbe un secondo turno tra Marine Le Pen ed Édouard Philippe, già primo ministro e leader del partito centrista Horizons.
In questa ipotesi, il 52,5% degli intervistati sceglierebbe Le Pen, contro il 47,5% attribuito a Philippe.
Il margine è relativamente contenuto rispetto agli altri scenari esaminati e conferma Philippe come uno degli avversari potenzialmente più competitivi contro la candidata del Rassemblement National.
L’ex primo ministro dispone infatti di un profilo politico particolare: proviene dalla destra moderata, ha guidato il governo durante il primo mandato di Macron e cerca contemporaneamente di mantenere una propria identità rispetto all’attuale area presidenziale.
Proprio la capacità di intercettare elettori provenienti dal centro, dalla destra moderata e da una parte dell’elettorato macroniano potrebbe renderlo un candidato particolarmente importante nella futura competizione.
Il sondaggio, tuttavia, indica che allo stato attuale neppure Philippe riuscirebbe a prevalere su Le Pen.
Il vantaggio cresce contro Attal e Glucksmann
Il distacco diventerebbe decisamente più consistente qualora al secondo turno arrivassero altri esponenti dell’area centrista o progressista.
Contro Gabriel Attal, ex primo ministro ed esponente di Renaissance, Marine Le Pen raggiungerebbe secondo la rilevazione il 57% dei consensi.
Una percentuale analoga le verrebbe attribuita in un eventuale confronto con Raphaël Glucksmann, leader di Place Publique e figura sempre più rilevante nell’area socialdemocratica e di centrosinistra.
Il risultato suggerisce una delle principali difficoltà che caratterizzeranno la preparazione delle presidenziali: individuare un candidato alternativo al Rassemblement National capace di aggregare al secondo turno elettorati politicamente molto diversi.
Per decenni il cosiddetto front républicain, cioè la convergenza di elettori appartenenti a schieramenti differenti contro l’estrema destra, ha rappresentato un elemento determinante nelle elezioni francesi. Il sondaggio suggerisce però che questo meccanismo potrebbe non avere più automaticamente la stessa efficacia.
Il divario maggiore contro Mélenchon
Lo scenario più squilibrato tra quelli esaminati sarebbe quello di un ballottaggio tra Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise.
In questo caso, Le Pen raggiungerebbe addirittura il 69,5%, lasciando al candidato della sinistra radicale poco più del 30%.
Si tratta di una simulazione particolarmente significativa perché mostra quanto la polarizzazione politica possa incidere sul comportamento degli elettori al secondo turno.
Un eventuale confronto Le Pen-Mélenchon obbligherebbe infatti gli elettori moderati, centristi, conservatori e socialdemocratici a scegliere tra due candidati collocati ai poli opposti dello spettro politico.
Le Pen prima in tutti gli scenari del primo turno
La forza della candidata del Rassemblement National emerge anche dalle simulazioni relative al primo turno.
Elabe ha analizzato sei differenti configurazioni elettorali, modificando la presenza e le combinazioni dei candidati. In tutti gli scenari Marine Le Pen arriverebbe prima, raccogliendo tra il 34% e il 35,5% dei voti.
Una base superiore a un terzo dell’elettorato rappresenterebbe un vantaggio considerevole in un sistema nel quale la frammentazione degli altri schieramenti può rendere sufficiente una percentuale molto inferiore per conquistare il secondo posto e quindi accedere al ballottaggio.
La questione centrale diventa così quella relativa all’identità del secondo finalista.
Philippe emerge come il principale concorrente
Édouard Philippe arriva secondo in ogni scenario nel quale viene presentata la sua candidatura, ottenendo percentuali comprese tra il 17% e il 20,5%.
La distanza da Le Pen rimarrebbe quindi consistente al primo turno, ma Philippe sembrerebbe disporre, tra i candidati esaminati, della migliore combinazione tra possibilità di raggiungere il ballottaggio e capacità di competere successivamente contro la leader del Rassemblement National.
Più complessa appare la situazione per Gabriel Attal. Nel caso in cui l’ex primo ministro restasse in gara, una delle simulazioni lo collocherebbe al 14,5%, leggermente dietro Mélenchon.
Quest’ultimo raccoglierebbe tra il 14% e il 14,5% e, a seconda della configurazione delle candidature, si posizionerebbe al secondo o al terzo posto.
La frammentazione potrebbe quindi essere determinante. La presenza contemporanea di diversi candidati appartenenti ad aree politiche relativamente vicine rischierebbe di distribuire i voti e modificare radicalmente l’identità dei due finalisti.
Il dopo-Macron apre una competizione completamente nuova
Le elezioni del 2027 saranno differenti dalle precedenti anche per una ragione istituzionale fondamentale: Macron non potrà concorrere nuovamente per l’Eliseo dopo due mandati consecutivi.
La sua assenza elimina dalla competizione il candidato che aveva strutturato intorno alla propria figura una parte considerevole del centro politico francese.
La questione per l’area macroniana sarà quindi stabilire se riuscirà a mantenere una sufficiente unità dopo l’uscita di scena dell’attuale presidente oppure se il suo elettorato verrà redistribuito tra candidati differenti.
Philippe e Attal rappresentano due delle personalità potenzialmente in grado di contendersi questa eredità, ma con strategie e identità politiche differenti.
Contemporaneamente, il centrosinistra dovrà decidere se presentarsi con una candidatura capace di aggregare forze moderate e socialdemocratiche, mentre La France Insoumise punta a conservare la propria centralità nella sinistra.
In questo quadro il Rassemblement National beneficia di un elemento importante: una base elettorale consolidata e una candidata già conosciuta dall’intero elettorato.
Una lunga trasformazione del Rassemblement National
Marine Le Pen ha partecipato alle elezioni presidenziali del 2012, 2017 e 2022 e negli ultimi due casi ha raggiunto il ballottaggio.
La crescita registrata dal partito negli ultimi anni ha progressivamente trasformato il Rassemblement National da forza di protesta a uno dei principali protagonisti del sistema politico francese.
Il problema storico del partito non è stato tanto raggiungere il secondo turno quanto superare la barriera rappresentata dalla convergenza degli elettori degli altri schieramenti sul candidato alternativo.
Se le intenzioni di voto rilevate da Elabe dovessero consolidarsi, sarebbe proprio questo elemento a rappresentare la principale novità: Le Pen non apparirebbe soltanto qualificata per il ballottaggio, ma partirebbe favorita anche nel confronto decisivo.
Il sondaggio non è una previsione del risultato
I numeri devono comunque essere interpretati con cautela.
Le elezioni sono ancora lontane e un sondaggio rappresenta una fotografia delle intenzioni di voto nel momento in cui viene realizzato, non una previsione certa del risultato finale.
La scelta definitiva dei candidati, le alleanze, la situazione economica, l’immigrazione, il potere d’acquisto, la sicurezza, la politica internazionale e l’andamento del consenso verso il governo possono modificare profondamente gli equilibri.
Anche il comportamento degli elettori tra primo e secondo turno sarà decisivo. Nella politica francese, il ballottaggio non costituisce infatti una semplice prosecuzione del primo turno: obbliga partiti ed elettori esclusi dalla competizione a riposizionarsi di fronte ai due candidati rimasti.
Proprio per questo, il dato politicamente più importante della rilevazione non consiste semplicemente nel primo posto attribuito a Le Pen. È la sua capacità, almeno nelle simulazioni attuali, di superare il 50% contro ciascuno dei principali avversari considerati.
Verso l’appuntamento del 2027
Secondo il calendario indicato, il primo turno delle presidenziali francesi è previsto per il 18 aprile 2027. Qualora nessun candidato superasse il 50% dei voti, eventualità abituale nel sistema politico contemporaneo francese, i primi due classificati accederebbero al ballottaggio del 2 maggio.
La competizione rimane dunque aperta e molti elementi possono ancora cambiare.
Il sondaggio Elabe segnala però un dato politico rilevante: a meno di un anno dall’appuntamento elettorale, Marine Le Pen non viene più rappresentata soltanto come una candidata con elevate probabilità di raggiungere il secondo turno. Negli scenari sottoposti agli intervistati emerge come potenziale favorita per la conquista dell’Eliseo.
La sfida per gli altri schieramenti sarà quindi duplice: individuare il candidato capace di arrivare al ballottaggio e, soprattutto, costruire una coalizione elettorale sufficientemente ampia da competere con un Rassemblement National che parte da una base di consenso superiore a quella dei suoi principali concorrenti.
