(AGENPARL) - Roma, 24 Agosto 2026 - SEQUENZA SISMICA ITALIA CENTRALE | Il ricordo dell'INGV a dieci anni dai
Nelle parole del Presidente Florindo e del Direttore Stramondo il ricordo
dell'Istituto nel decennale dagli eventi che colpirono l'Appennino
centrale, con le iniziative promosse dal Dipartimento Terremoti per
promuovere la conoscenza e la memoria di quegli eventi
[Roma, 24 agosto 2026]
A dieci anni dal 24 agosto 2016, l'Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV) ricorda una delle sequenze sismiche più complesse,
estese e distruttive della storia recente dell'Appennino centrale, con oltre
150.000 terremoti localizzati nell'area in quest'ultimo decennio.
Sin dalle prime ore dalla scossa di magnitudo 6.0 che colpì, nella notte
del 24 agosto, i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP), il
personale dell'INGV si è adoperato incessantemente con tutte le sue
articolazioni tecniche, scientifiche e operative per fornire il proprio
contributo alle comunità colpite e al Paese tutto: dalla ricerca degli
effetti geologici prodotti in superficie dal sisma al censimento
dell'impatto sulle abitazione e sulle infrastrutture, passando per la
densificazione delle reti di monitoraggio della sismicità,
l'identificazione di eventuali effetti di amplificazione locale e il
supporto concreto ai cittadini.
"In questa significativa giornata il primo pensiero va alle 299 vittime,
alle loro famiglie e alle comunità di Amatrice, Accumoli, Arquata del
Tronto e degli altri territori dell'Appennino centrale colpiti da quella
lunga sequenza sismica", dichiara il Presidente dell'INGV, Fabio Florindo. "Per
l'INGV questo anniversario è anche l'occasione per ricordare il grande
impegno del personale dell'Istituto che, fin dalle prime ore e poi per
molti mesi, ha lavorato giorno e notte nel monitoraggio della sequenza,
nell'analisi dei dati e nel supporto al sistema di Protezione Civile".
"In questi dieci anni molto è cambiato. Conosciamo meglio la pericolosità
sismica del nostro territorio, le reti di monitoraggio sono state
ulteriormente sviluppate e possiamo contare su un sistema di sorveglianza
attivo 24 ore su 24. Ma una maggiore capacità di osservare e comprendere i
terremoti non significa essere al riparo dalle loro conseguenze. Non
possiamo sapere quando e dove avverrà il prossimo forte terremoto. Sappiamo
però che l'Italia continuerà ad avere terremoti importanti. Il punto,
quindi, è utilizzare il tempo che abbiamo per ridurre la vulnerabilità
degli edifici e delle infrastrutture e per far crescere la consapevolezza
dei cittadini. La conoscenza scientifica e il monitoraggio hanno fatto
grandi passi avanti. La responsabilità che abbiamo oggi è fare in modo che
questa conoscenza contribuisca sempre di più alle scelte di prevenzione.
Credo che, a dieci anni dal terremoto del 2016, questo sia anche un modo
concreto per ricordare ciò che è accaduto e le persone che quella notte
hanno perso la vita", aggiunge Florindo.
"Il sisma di Amatrice ha mostrato come, già nel 2016, l'INGV fosse un Ente
scientificamente e tecnicamente maturo, in grado di acquisire, con le
proprie reti sismica e geodetica, dati di qualità senza precedenti; capace
di utilizzare le tecnologie più avanzate, come quelle satellitari, in
maniera sistematica per la migliore comprensione dei fenomeni in atto e
come dato di input per i modelli numerici e analogici; in grado di
assicurare la continuità operativa dei servizi di sorveglianza sismica
anche in presenza di una sismicità che, nei primi giorni dopo il 24 agosto,
è stata di svariate centinaia di eventi quotidiani", ricorda il Direttore
del Dipartimento Terremoti dell'INGV, Salvatore Stramondo. "La nostra
comunità scientifica non ha mai smesso di studiare i meccanismi all'origine
di un sisma e l'evoluzione della sismicità nell'area e in Italia
Centrale, lavorando
senza sosta per accrescere la conoscenza di quanto accaduto e porla al
servizio della sicurezza pubblica. I rapporti tecnici e di sintesi prodotti
dai Gruppi Operativi dell'Istituto hanno gettato le basi per la letteratura
scientifica successiva. La ricerca scientifica sul terremoto di Amatrice e
sull'intera sequenza sismica del Centro Italia del 2016 è vastissima e
tutt'oggi continua a produrre studi sulle maggiori riviste peer-review
internazionali".
"La memoria di Amatrice e il pensiero alle vittime ci impone di non
abbassare mai la guardia. Ancora oggi i territori colpiti affrontano un
delicato e lungo percorso di ricostruzione. Da parte nostra l'impegno
rimane invariato nel fare ricerca scientifica d'eccellenza che, tradotta
opportunamente, consenta sempre più di costruire case, scuole e
infrastrutture fatte per resistere", conclude Stramondo.
di iniziative volte alla conoscenza e alla memoria degli eventi, per
raccontare le attività svolte e mettere a disposizione dei cittadini il
L'hub delle iniziative è raggiungibile dalla pagina web "La sequenza
sismica in Italia centrale
", in continuo aggiornamento, dalla quale il pubblico può accedere a
diversi percorsi di approfondimento:
":
un percorso interattivo con mappe, contenuti multimediali e linguaggi
diversi alla scoperta della lunga sequenza sismica e della risposta
dell'INGV;
l'iniziativa "Custodi di Memoria
": un invito rivolto a
chi ha fatto esperienza in prima persona degli eventi di dieci anni fa per
raccogliere testimonianze e costruire insieme la prima mappa dei ricordi
dei terremoti d'Italia;
una sezione specifica dedicata agli articoli scientifici e divulgativi
timeline, animazioni della sequenza sismica, fotogallery e videoteca.
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
La sequenza sismica in Italia centrale
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![[INGV Comunicato stampa] SEQUENZA SISMICA ITALIA CENTRALE | Il ricordo dell’INGV a dieci anni dai terremoti del 2016-2017](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/08/Decennale_Amatrice.jpg)