(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
"Finalmente il presidente Decaro ammette pubblicamente quello che i pugliesi sperimentano da tempo sulla propria pelle: ricevere una prenotazione per il 2027 o addirittura per il 2028 non è degno di un sistema sanitario che vuole garantire davvero il diritto alla salute. Ma dopo l'ammissione del problema servono risultati, non una nuova fase di annunci".
Lo dichiara il consigliere regionale Napoleone Cera, commentando il piano presentato dal presidente della Regione Puglia per l'abbattimento delle liste d'attesa.
"Molte delle misure annunciate come novità (presa in carico dei controlli da parte dello specialista, contrasto ai no-show, appropriatezza prescrittiva, eliminazione delle doppie prenotazioni, maggiore utilizzo delle strutture) sono strumenti già adottati da tempo in altre Regioni italiane. La domanda, quindi, è inevitabile: perché in Puglia arriviamo soltanto adesso?", chiede Cera, sollevando poi un interrogativo sui risultati della cosiddetta fase 1.
"Ci viene detto che sono state richiamate oltre 230 mila persone e recuperate più di 157 mila prestazioni. – ragiona – Ma bisogna spiegare ai pugliesi cosa significa esattamente 'recuperate'. Quante di quelle 157 mila prestazioni sono state realmente effettuate o anticipate? E quante sono semplicemente scomparse dalla lista perché duplicate, non più necessarie o già eseguite altrove? Perché cancellare una prenotazione inutile migliora certamente la lista, ma non equivale ad aver fatto una TAC, una risonanza o una visita in più. Non vorrei che alla fine riuscissimo ad abbattere le liste d'attesa senza abbattere le attese. Sarebbe un paradosso solo statistico, mentre il cittadino continuerebbe ad aspettare mesi per curarsi".
