(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - Spettabili redazioni,
vi inviamo un comunicato sui chiarimenti della direzione generale della
Asl 5 in merito alla situazione del pronto soccorso di Oristano
Grazie dell'attenzione e della collaborazione
Antonio Pintori
COMUNICATO STAMPA
Pronto soccorso di Oristano: "Massimo impegno di Asl 5 e Regione"
ORISTANO, 13 AGOSTO 2026 – "L'Assessorato Regionale dell'Igiene e Sanità
e dell'Assistenza sociale e la direzione generale della Asl 5 di
Oristano da mesi lavorano insieme per assicurare il servizio migliore
possibile ai pazienti che dovessero accedere ai Pronto soccorso
aziendali, in raccordo con le altre Aziende del Sistema Sanitario
Regionale". Lo precisa la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina
in merito all'ultima denuncia del sindacato Nursing Up che ha parlato di
Pronto Soccorso "al collasso" nel presidio sanitario oristanese e ha
sollecitato, appunto, la Regione ad intervenire. "Nessun collasso.
Certamente disagi e criticità sia per pazienti che per operatori", ha
esordito il direttore sanitario della Asl 5 Roberto Irde, "conseguenti
alle carenze di personale medico, per le quali prosegue il lavoro di
compensazione con reclutamenti di professionisti in contratti libero
professionali. In una gestione d'equipe del paziente, che accedo al
Pronto Soccorso, tutto il personale condivide i disagi derivanti
dall'aumentato carico di lavoro per il personale medico dopo il mancato
rinnovo dei contratti con le Cooperative e i gettonisti, deciso dal
Governo, dallo scorso 30 giugno".
I RECLUTAMENTI Nel Pronto Soccorso di Oristano nei primi sei mesi del
2026 gli accessi sono stati gestiti da 39 medici, da luglio e sino a
questi giorni 21 medici si sono alternati nei turni. "Dunque ogni
singolo medico e soprattutto i medici dipendenti hanno visitato oltre il
doppio dei pazienti: un impegno straordinario per il quale esprimiamo
grande apprezzamento", ha aggiunto la direttrice generale, "ma se
l'organico dei medici dipendenti è di 5 unità e a luglio si sono
alternati 21 medici, è evidente che si è lavorato, di concerto con la
Regione e le altre Aziende del Sistema Sanitario Regionale, inclusa ARES
(la cui direzione sanitaria coglierei l'occasione per ringraziare), per
integrare l'organico con contratti libero professionali e convenzioni".
Ad oggi sono 24 i professionisti reclutati con contratti libero
giorni. Ci sono giovani medici, specializzandi e 13 medici con titolo
estero. "Questa attività di reclutamento, nonché la disponibilità di
alcuni professionisti di altre Unità Operative, sta consentendo il
mantenimento dell'attività del Pronto Soccorso di Bosa e del Punto di
Primo Intervento di Ghilarza, entrambi in h 24", ha precisato sempre la
direttrice generale, "un'azione di ricerca e di reclutamento di
professionisti intensa e prolungata, in essere da mesi che vede il
coinvolgimento operativo fondamentale della struttura amministrativa
dell'azienda".
I NUMERI La pressione, chiaramente, al Pronto Soccorso di Oristano
rimane alta. I tempi di attesa si sono allungati, ma non per i codici
rossi, 25 minuti, una gestione in linea con i tempi dei primi sei mesi
dell'anno. Si sono allungati i tempi medi di gestione dei codici
arancioni e azzurri e quello dei codici minori, soprattutto verdi, "ma
questi tempi maggiori non dipendono dalla carenza di personale medico",
ha spiegato il direttore sanitario, "ma di un aumento di accessi con i
codici maggiori". A luglio più 77 per cento per i codici rossi rispetto
allo stesso periodo del 2025, più 14 per cento per codici arancioni e
azzurri. Meno 20 per cento per i codici verdi e meno 64 per cento per i
codici bianchi.
IL PRONTO SOCCORSO "La gestione del pronto soccorso è una problematica
particolarmente complessa e i fattori che lo condizionano sono non solo
interni all'organizzazione della struttura ospedaliera, ma coinvolgono
anche la sanità territoriale", ha ricordato dottor Irde, "ricordiamo che
nella provincia di Oristano mancano 62 medici di base. Migliorano i
nuovi ingressi e le scelte, ma sono ancora tanti cittadini per i quali
l'assistenza è assicurata dai medici degli ambulatori di cure primarie
delle Case della Comunità e dai medici degli ambulatori straordinari di
cure primarie (ex ASCOT) territoriali con una organizzazione ed una
attività che ha richiesto una significativa riorganizzazione per
migliorare la corrispondenza ai bisogni dei cittadini, ancora in essere.
La direttrice generale ha concluso: "Inoltre è in fase di completamento
il percorso di attivazione e potenziamento degli Ospedali di Comunità di
Bosa e Ghilarza entrambi attivi con circa il 50 per cento dei posti
letto previsti. La loro attività a pieno regime consentirà di migliorare
i percorsi di dimissione e di ritorno a casa dei pazienti dopo un
ricovero ospedaliero con benefici attesi anche sul sovraffollamento in
pronto soccorso".
Azienda Socio-Sani