(AGENPARL) - Roma, 7 Agosto 2026 - inadempiente. Governo responsabile, ora si agisca"*
«Domani, 8 agosto, ricorre il primo anniversario dell'entrata in vigore
dell'EMFA, il regolamento europeo per rafforzare indipendenza, pluralismo e
libertà dell'informazione. A un anno di distanza l'Italia è ancora
lontanissima dagli standard europei e la responsabilità politica è del
governo Meloni e della sua maggioranza.
Non parliamo solo della Rai, ormai sempre più sottoposta al controllo della
maggioranza, ma dell'intero sistema dell'informazione: trasparenza degli
assetti proprietari e della pubblicità istituzionale, tutela delle fonti e
protezione dei giornalisti dagli spyware. Tre giornalisti italiani sono
stati spiati con Paragon e ancora non sappiamo da chi e perché.
C'è poi il dramma delle querele temerarie, uno dei principali strumenti di
intimidazione utilizzati per minacciare giornalisti e tentare di fermare
inchieste e denunce scomode. Producono paura e autocensura: una democrazia
non può consentire che le aule di tribunale diventino una clava contro la
libertà d'informazione.
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito
"incomprensibile" il ritardo nell'attuazione dell'EMFA. È un richiamo
istituzionale che governo e Parlamento non possono ignorare. E invece la
riforma della Rai rischia di essere un adeguamento di facciata che non
recide il controllo della politica sul servizio pubblico.
C'è infine una responsabilità dell'Europa. Mentre avanzano autocrazie,
sovranismi e torsioni illiberali, l'Unione non può ridursi a un ruolo
notarile. Bruxelles deve pretendere dall'Italia l'applicazione piena
dell'EMFA e delle norme europee contro le querele bavaglio.
Rivolgo quindi un appello a tutte le forze politiche democratiche: sulla
libertà d'informazione non possono esserci appartenenze di parte. La
politica tutta, insieme alle associazioni e ai giornalisti che hanno
condotto battaglie generose per la libertà di stampa, si impegni per la
piena applicazione dell'EMFA.
È qui che l'Europa si gioca la propria credibilità democratica: o difende
concretamente diritti e libertà oppure saranno i sovranismi a svuotarla
dall'interno. L'Italia deve tornare a essere un Paese fondatore
dell'Europa, non diventare un Paese affondatore».
